Via libera al domicilio digitale: multe e bollette arriveranno via mail

Novità della riforma Madia: ogni cittadino potrà ricevere comunicazioni e notifiche, comprese multe e bollette, dalle Pubbliche amministrazioni

La vecchia cassetta postale va in pensione, arriva il domicilio digitale, l’indirizzo elettronico su cui ogni cittadino potrà ricevere ogni tipo di notifica e comunicazione, comprese le multe.

La novità è prevista dalla riforma Madia che fino a ora era rimasta bloccata in quanto legata alla realizzazione dell’Anagrafe unica della popolazione, ancora in fase embrionale. Secondo l’esecutivo, il nuovo decreto legislativo farà risparmiare solo agli enti locali circa 250 milioni l’anno, azzerando le spese postali. Numerosi i vantaggi anche per i cittadini che vanno dal risparmio di tempo alla possibilità di utilizzare il domicilio digitale per le comunicazioni con valore legale anche tra privati.

SPESA E TEMPISTICHE – Per la realizzazione del domicilio digitale si prevede una spesa di circa 200mila euro. Sarà creato l‘elenco dei domicili delle persone fisiche e dei soggetti privati in formato aperto e liberamente consultabile, oltre al registro degli indirizzi delle imprese e delle Pa esistenti. Il sistema partirà entro la fine dell’anno, ma verrà ultimato solo nel 2019.

TRE CANALI – La raccolta dei domicili digitali avverrà attraverso tre canali: portale web dedicato, che permette la comunicazione del domicilio tramite autenticazione via Spid o Cns, trasferimento nel registro suddetto della Pec presente su Ini-Pec e dichiarazione del domicilio nell’ambito di specifiche sezioni dei portali nazionali di servizio dedicati al cittadino (tramite soluzioni di autenticazione federata via Spid o Cns).

LE FASI DEL PROGETTO – Il sistema partirà entro l’anno e sarà disponibile in due fasi. La prima, entro dicembre, prevede la realizzazione, oltre all’infrastruttura della base dati, del portale con i servizi di comunicazione via Spid e Cns e di consultazione. La seconda fase, indicativamente entro marzo 2018, prevede la realizzazione dei servizi evoluti di consultazione per le pubbliche amministrazioni, i gestori dei servizi pubblici e gli operatori economici interessati. Si entrerà a regime nel 2019. Per le attività di manutenzione ed erogazione del servizio si prevede una spesa di circa 200.000 euro per il 2018 e il 2019.

I VANTAGGI – L’attivazione del domicilio digitale consentirà di azzerare le spese postali per chi possiede la Pec o l’identità digitale con un risparmio di almeno 250 milioni l’anno per gli enti locali. Con il nuovo servizio, infatti, le P.a. non dovranno più sostenere i costi per produrre, conservare, trasmettere documenti cartacei, nè altri costi diretti (carta, toner, buste, etc.) e indiretti (costo del lavoro, tempo per attività manuali, tempo impiegato dal destinatario in caso di assenza per recuperare una raccomandata, etc.).

DIFENSORE UNICO – Il decreto rafforza anche le regole per i pagamenti di tasse e tributi online. Viene inoltre introdotta la nuova figura del Difensore civico unico digitale, che rappresenterà tutta la Pubblica amministrazione. Infine, dal 2019 scatterà l’obbligo del pagamento telematico anche per banche e uffici postali.

Via libera al domicilio digitale: multe e bollette arriveranno via mail
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