Studiare? (Rin)caro ci costi: aumenti del 4% annuo per gli affitti

Milano e Firenze da record

(Teleborsa) Con la ripresa dell’attività accademica, è pronto a rimettersi in moto il popolo di studenti che si spostano di città per seguire i corsi. Un momento che interessa molto da vicino il portafoglio delle famiglie. La ricerca di un alloggio, infatti, è un passaggio necessario e fondamentale per migliaia di studenti fuori sede che dovranno spendere, in media 400 euro per una stanza singola e 280 per un posto letto in doppia. (RIN)CARO CI COSTI! – In Italia si spende il 4% in più rispetto allo scorso anno, come rivela Immobiliare.it. Insomma, far studiare un figlio è l’unico modo per garantirgli un futuro quantomeno dignitoso, specie negli anni durissimi della crisi. Ma (quanto) caro ci costi!

Il record è a Milano con 528 euro mensili richiesti mediamente per una singola (+4% rispetto allo scorso anno). “A crescere maggiormente, però, sono – si legge in una nota di Immobiliare.it – i costi per la locazione di un posto letto in doppia: la spesa media è di 388 euro, il 12% in più in confronto al 2016. Ma chi non si accontenta e vuole vivere nelle zone più trendy, come i Navigli o Porta Nuova, deve mettere in considerazione budget che superano i 610 euro per una stanza singola”.

Rimangono stabili, rispetto all’anno scorso, i prezzi delle singole a Roma: qui servono mediamente 439 euro.

Gli aumenti più elevati si registrano però a Firenze: per una singola si spendono 401 euro, mentre per un posto in doppia 284 euro, rispettivamente il 13% e 14% in più rispetto al 2016. Quarta Bologna che, a seguito di un aumento di circa l’8,5% dei costi, richiede ai suoi fuori sede una media di 355 euro al mese per una singola e 260 euro per un posto in doppia.

“Negli ultimi anni abbiamo osservato una costante crescita della domanda di stanze e posti letto in affitto – dichiara Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it – Se un tempo era prerogativa degli universitari fuori sede, l’home sharing ha guadagnato popolarità anche fra i lavoratori, non solo come forma di risparmio ma come nuovo stile di vita giovane e alla moda. Ne è conseguito un aumento dei prezzi delle locazioni, a cui, riducendo la quota di sommerso, hanno contribuito anche misure come il canone concordato e la cedolare secca”.

Studiare? (Rin)caro ci costi: aumenti del 4% annuo per gli affitti
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