Stop nucleare in Francia, pagano gli italiani: 1,5 mld di bolletta in più

Il fermo di un terzo delle centrali nucleari francesi avrà ricadute sulle bollette energetiche degli italiani

L’emergenza è in Francia, ma i costi potrebbero finire sulla bolletta degli italiani. Il fermo di un terzo delle centrali nucleari francesi avrà “un effetto atteso” anche sulle bollette elettriche di famiglie e imprese italiane.

L’aumento sarà inevitabile visto che, con l’export verso il Paese confinante e la domanda in crescita, il prezzo in Borsa è schizzato in un mese del 23%, e quindi l’Autorità per l’Energia non potrà non tenerne conto.

EXTRA TRA 1 E 1,5 MILIARDI – Ad ammetterlo in intervista rilasciata all’Ansa, è il presidente dell’Autorità per l’Energia Guido Bortoni che, tuttavia, in merito alle cifre circolate nei giorni scorsi – che parlano di un extracosto per l’Italia compreso tra 1 e 1,5 miliardi di euro – preferisce non esprimersi: “Numeri non ne faccio, li fa il mercato”. In ogni caso “è atteso un effetto” sulle bollette italiane, dal momento che “i mercati sono collegati”, quindi “ci stupiremmo del contrario”. Un aumento delle bollette italiane già a gennaio? Bortoni afferma che “certamente ne dovremo tener conto, il portafoglio dell’Acquirente Unico ne risentirà sicuramente”.

EMERGENZA IN FRANCIA – Il fenomeno è in atto da oltre un mese e coinvolge anche Germania, Svizzera, Belgio, Spagna e Gran Bretagna. In pratica, tutti i paesi che hanno un interscambio elettrico con la Francia. In tutto sono 21 circa, su un totale di 58, le centrali nucleari bloccate in via straordinaria a causa di lavori di normale manutenzione e per controlli straordinari. Alcune anomalie sono state rinvenute nella centrale di Flamanville, in costruzione, e il sospetto è che altre anomalie siano presenti in altri siti. La Francia, quindi, non solo non riesce a far fronte ai propri bisogni (soprattutto con l’arrivo dell’inverno a causa della diffusione dei riscaldamenti elettrici), ma nemmeno è in grado di esportare in Italia, come fa abitualmente.

L’ITALIA DIVENTA ESPORTATRICE – Ecco quindi che sono i produttori italiani, in particolare le centrali del Nord, che portano l’elettricità oltre confine. Da qui l’aumento della domanda e, di conseguenza, del prezzo alla Borsa elettrica. Stando agli ultimi dati diffusi proprio ieri dal Gme a ottobre il prezzo medio di acquisto è stato pari a oltre 53 euro (+23% rispetto a settembre) e +11% rispetto allo stesso mese dello scorso anno.

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