Spending review, Perotti boccia Governo: “Dietro il flop superficialità e mancanza di preparazione”

Dura analisi del bocconiano ex consigliere economico del governo per la revisione della spesa dimessosi lo scorso novembre

(Teleborsa) – Spending review e fallimento delle politiche volte al taglio della spesa pubblica al centro del nuovo libro di Roberto Perotti, bocconiano ex consigliere economico del governo per la revisione della spesa dimessosi lo scorso novembre, dal titolo ‘Status Quo – Perché in Italia è così difficile cambiare le cose (e come cominciare a farlo)’. Pagina dopo pagina, emergono tutti quegli elementi che a suo giudizio hanno portato al fallimento del governo nel ridurre la spesa pubblica ed eliminare privilegi.

Numerosi gli esempi portati sul tavolo delle argomentazioni, come il taglio dei compensi ai consiglieri regionali. In nove Regioni la busta paga netta è più pesante rispetto a sei anni fa, in quanto l’aumento del rimborso spese ha abbondantemente compensato la riduzione dell’indennità di carica.

Smascherata anche la apparente riduzione del parco delle auto blu, crollato da 66 mila a 22 mila. Semplicemente, Asl e Comuni hanno smesso di fornire i dati al dipartimento della Funzione pubblica. La stretta sulle partecipate di Stato ed enti locali della riforma Madia? “Non c’è niente nella riforma che offra uno spunto pratico per ridurne il numero”. Perotti evidenzia come siano invariati i sussidi pubblici al cinema, all’ippica e all’editoria, nell’ordine dei 200 milioni di euro all’anno per ogni settore citato.

La spiegazione dell’economista del flop della spending review ha origine nella “mancanza di preparazione e superficialità”. La tesi è che per chiara scelta  politica, che da una parte ha tagliato ma dall’altra ha introdotto nuovi capitoli di spesa, fra il 2014 e il 2016 il taglio effettivo della spesa pubblica si è fermato allo 0,4% del PIL.

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