Scandalo Forex: nessun banchiere a processo per la più grande truffa di sempre

Londra affossa l'inchiesta, che per ora prosegue negli Usa

“Non ci sono prove sufficienti per una prospettiva realistica di condanna, nonostante siano stati scoperti elementi che fanno sospettare crimini nell’ambito di frodi complesse”. Con queste poche parole il Serious fraud office di Londra ha sostanzialmente fatto calare il sipario sulla più grande truffa bancaria di sempre, lo scandalo Forex.

IL CASO FOREX – Si tratta della (presunta, visto l’esito delle indagini degli 007 della City) truffa avvenuta tramite la manomissione dei tassi di riferimento del foreign exchange architettata dai traders. Operazioni che avvenivano tramite una chat soprannominata “Il cartello”, in cui i trader concordavano alcune transazioni, al fine di ricavare plusvalenze a danno dei clienti. Barclays, Jp Morgan Chase, Citigroup e Royal Bank of Scotland hanno ammesso il coinvolgimento in operazioni illecite, dal 2007 al 2013.

“I tassi di cambio sono i prezzi a cui si acquista e si vende valuta – ha spiegato in proposito l’assistente del ministro della Giustizia americano – Dovrebbero essere fissati attraverso la legge della domanda e dell’offerta. Invece, i membri di questo cartello traevano profitto dalla manipolazione dei tassi. Le banche che si sono dichiarate colpevoli non sono operatori qualunque: sono le regine del mercato. Tramite loro passa il 25% di tutte le operazioni di cambio in euro e in dollari ogni anno. In virtù di questa posizione, condizionavano il mercato”.

IL PRECEDENTE LIBOR – Il colpo all’immagine dell’inchiesta britannica è ancor più doloroso perchè giunge dopo lo scacco sul caso Libor, la truffa – o anche in questo caso presunta tale – sul tasso d’interesse interbancario. Il Serious fraud office, infatti, in gennaio vide sgretolarsi l’impianto accusatorio contro sei banchieri accusati di aver cospirato per «massaggiare» il benchmark, garantendosi, direttamente o indirettamente, un vantaggio economico.

PROSPETTIVE – Ora l’inchiesta penale prosegue negli Stati Uniti e Londra collaborerà con i colleghi americani. Resta evidente il paradosso di un caso che ha visto i maggiori istituti americani e britannici pagare miliardi per transare con le autorità di controllo di Londra e di Washington, ma che non riesce a trovare analoga compiutezza nel procedimento penale.

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