Salva-banche, allargata ai parenti delle vittime la platea dei rimborsi

Approvato in Commissione Finanze del Senato un emendamento che estende la platea dei beneficiari allargandola anche ai coniugi o conviventi more uxorio e ai parenti degli obbligazionisti fino al secondo grado di parentela

Con il via libera della commissione Finanze del Senato al decreto salva-risparmi, si amplia la platea di coloro che possono richiedere il rimborso forfettario per i titoli subordinati delle quattro good banks, le banche salvate un anno fa e messe in vendita dal Governo. La norma prevede che possono fare domanda per i rimborsi anche il convivente more uxorio e i parenti entro il secondo grado, oltre al coniuge ed i parenti di primo grado.

E’ quanto prevede un emendamento al decreto banche, approvato in Commissione Finanze del Senato che ha riaperto i termini fino al 31 maggio. L’emendamento prevede anche che il valore di acquisto dei bond subordinati delle quattro banche salvate non entri nel calcolo del limite patrimoniale di 100.000 euro per accedere ai rimborsi.

A passare è stata una modifica proposta dal Pd, che prevede di ammettere al rimborso “il coniuge, il convivente more uxorio, i parenti entro il secondo grado in possesso degli strumenti finanziari” interessati “a seguito di trasferimento con atto tra vivi”. Le banche coinvolte nella procedura di risoluzione del novembre 2015 erano Marche, Etruria, CariFerrara e CariChieti.

Passa anche la modifica che prevede che “il servizio di assistenza agli investitori nella compilazione e nella presentazione dell’istanza di erogazione dell’indennizzo forfettario sarà gratuito” senza nessun onere da versare alle banche che “non possono richiedere, all’investitore che faccia domanda di presentazione dell’istanza, il pagamento o l’addebito di oneri o commissioni, sotto qualsiasi forma”.

Non sarà resa pubblica la lista dei grandi insolventi che hanno causato il crack delle banche salvate dallo Stato. Entra invece la trasmissione di una relazione al Parlamento, che dovrà contenere “le informazioni attinenti al profilo di rischio e al merito di credito” dei soggetti nei cui confronti l’emittente “vanta crediti, classificati in sofferenza, per un totale superiore all’1% del totale attivo” dell’istituto di credito.

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