Roaming voce vs roaming dati: a cosa servono, novità sui costi e quando usarli

I roaming voce e roaming dati sono delle funzioni che consentono di utilizzare i servizi di chiamata e connessione internet quando ci si trova in viaggio all'estero

Roaming dati e roaming voce possono essere definite come le due facce di una stessa medaglia. In generale il roaming può essere definito come quel punto di copertura utilizzato dai cellulari quando la rete dell’operatore con il quale si ha sottoscritto un contratto telefonico non è disponibile. Solitamente questo avviene quando si viaggia all’estero; il cellulare si aggancia a una rete locale così da potersi collegare a internet, effettuare chiamate e tanto altro. Ci sono però delle conseguenze che riguardano il pagamento di una tariffa molto “sostanziosa” e a discapito del cliente. Questo meccanismo viene suddiviso in due principali categorie: roaming voce e roaming dati. Il primo si verifica quando il cellulare si aggancia a una rete locale per consentire l’effettuazione di telefonate. Il secondo si avvia quando si naviga sulla rete internet. A queste due distinzioni si aggiungono: roaming nazionale e roaming internazionale.

Prendendo come esempio il territorio nazionale italiano, qui operano principalmente le compagnie Tim, Vodafone, Wind e Tre. Solo quest’ultima utilizza un roaming dati nazionale e si evidenzia per il semplice fatto che dà ai propri clienti una copertura UMTS mentre la copertura GPRS la affida agli altri operatori. Quando ci si trova in paesi esteri si attiva il roaming internazionale. Questo significa che per qualsiasi azione (chiamare, mandare sms, connettersi a internet) il cellulare si deve appoggiare a una rete locale. In linea generale per ogni MB si sostiene un costo di circa 0,20 centesimi. Dal 2015 però, il parlamento Europeo ha deciso di abbattere i costi dei roaming a tutti i paesi appartenenti all’Unione Europea. A questa decisione, accorpa il divieto di limitare la messaggistica (Whatsapp), le VoIP (Skype) e tutte le applicazioni indispensabili alla comunicazione.

Oggi, alcuni operatori italiani hanno deciso di creare un’offerta vantaggiosa riguardo le tariffe roaming dati. Questa esigenza nasce dalla sempre più frequente voglia di viaggiare e andare alla scoperta di nuovi luoghi. Tim offre 500 MB di traffico internet, 250 minuti di chiamate e 250 sms da inviare in tutta Europa e USA, il tutto a un costo di circa 10 euro a settimana. Senza quest’offerta si pagano circa 0,054 centesimi a KB scaricato. L’operatore Vodafone, con soli 3 euro giornalieri offre 50 minuti di chiamate, 50 sms e internet limitato. Wind offre 30 minuti di chiamate, 30 sms e 50 MB di navigazione a circa 2,5 euro al giorno. Se non si attiva questa offerta, il costo del traffico è di circa 0,082 centesimi per ogni KB scaricato. Infine l’operatore Tre offre un traffico dall’estero a 24,40 centesimi per ogni MB scaricato. Gli smartphone di ultima generazione consentono di navigare in rete, effettuare chiamate e inviare sms senza dover pagare le tariffe dei roaming dati. Ciò avviene mediante il blocco del traffico stesso e nell’utilizzo di una navigazione Wi-Fi (di locali pubblici, hotel etc.).

I possessori di un cellulare Android disabilitano i dati roaming andando su impostazioni-altro che si trova sotto la dicitura Wireless reti. Deselezionano opzione Roaming dati o roaming dati nazionale che si trovano nella sezione Reti Mobili. Su un iPhone si entra nella sezione impostazioni, si prosegue sotto la voce cellulare, successivamente roaming dati e si imposta su OFF. Durante queste azioni, soprattutto quando si possiede un cellulare Android, può accadere che vengano addebitati dei costi per il traffico come accade per alcuni sistemi ad esempio l’A-GPS. In questo caso basta disattivare la localizzazione (impostazioni-accesso posizione-Posizione Wi-Fi e reti mobili). I possessori di un iPhone devono entrare nella sezione impostazioni- privacy- localizzazione e cliccando su OFF. Successivamente a una discussione parlamentare, l’Unione Europea promette una eliminazione dei sovracosti dei dati in roaming dal 2017. Questo si traduce in un costo massimo di 2 centesimi per gli sms, 5 centesimi al minuto per le chiamate e 5 centesimi per ogni MB scaricato.

Per evitare l’insorgenza di eventuali abusi da parte delle compagnie telefoniche, è stata introdotta una clausola Uso Equo. Questa consiste nel recupero dei costi da parte delle compagnie verso quei soggetti che si trovano all’estero per una questione diversa dal viaggiare. In seguito ad alcuni studi si è evidenziato quanto i viaggiatori europei (circa il 94%), facciano un uso molto limitato di servizi quali Facebook e Twitter per una semplice questione di costi del roaming. Il 47% degli utenti non utilizza il cellulare per la navigazione a internet e solo 1 utente su 10 utilizza il proprio cellulare per controllare la posta elettronica; infine, 1 utente su 4 decide di spegnere il cellulare quando viaggia. Per quanto riguarda l’Italia, circa il 18% spegne totalmente il cellulare, il 58% non effettua chiamate e il 19% disattiva la connessione.

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