Requisiti per la pensione nel 2017 e la quota 96: chi potrà andare in pensione?

Quota 96 e pensioni 2017, quali saranno i vantaggi apportati da tale decreto e chi potrà usufruirne? Ecco le modifiche imposte dalla Fornero alle pensioni anticipate

Risultano essere assai numerosi i dipendenti che nel corso del corrente e del prossimo anno riusciranno finalmente a raggiungere la tanto agognata pensione anticipata sfruttando a loro favore la Quota 96. Tale opzione è stata immessa grazie alla Legge Fornero che si scaglia a favore di tutti gli uomini che dimostrano di aver superato la soglia dei sessanta anni d’età e trentasei anni di contributi oltre il 2012 e tutte le donne che hanno superato, anche in questo caso entro l’anno 2012, i sessant’anni e hanno versato un totale di venti anni di contributi. 

In tanti, all’età di sessantaquattro anni, riusciranno ad accedere alle pensioni nel 2017. Il decreto emesso di recente consente quindi di poter usufruire della pensione anticipata che porterà i lavoratori a poter dimettersi dal loro incarico con un anticipo di ben due anni d’età. Ma chi può realmente godere di tale agevolazione? Come anticipato in precedenza, per poter utilizzare Quota 96 è richiesto mostrare di averla sviluppata entro e non oltre l’anno 2012. Purtroppo però questo non è l’unico vincolo esistente. La pensione anticipata infatti verrà rilasciata solamente ai lavoratori che abbiano prestato il proprio servizio nel settore privato.

Di conseguenza, appare dunque abbastanza chiaro che tutti coloro che si dichiarano essere dei lavoratori indipendenti o dipendenti pubblici, non potranno avere accesso a tale privilegio. A dover valutare con molta accuratezza la questione però sono anche tutti i lavoratori che, nonostante dimostrino avere i requisiti necessari, riescano a totalizzare la soglia minima di contributi utili per avere accesso alla Quota 96 solamente sommando la contribuzione obbligatoria con le gestioni speciali dei dipendenti che lavorano in maniera autonoma. In tale situazione la Quota 96 muta ed assume il nome di Quota 97.

Cosa comporta tale trasformazione? Ai lavoratori dipendenti che si dimostrano appartenere a questa nuova fascia, viene domandato se, entro la data del 31 dicembre del 2012, avevano già raggiunto e superato la soglia dei sessantadue anni d’eta e trentacinque di contributi. Per altre delucidazioni riguardanti le differenze esistenti tra il settore pubblico e quello privato, vi è la possibilità di dare uno sguardo alla circolare 149/2004 rilasciata dall’Inps stesso.

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