Pignoramento: ora la ricerca dei beni del debitore è telematica

I creditori possono esperire più facilmente il pignoramento dei beni presso i propri debitori

Fisco 7
Grazie alla cosiddetta ricerca telematica dei beni pignorabili, i creditori possono esperire più facilmente il pignoramento dei beni presso i propri debitori. Vediamo come funziona tale procedura.
Il nuovo procedimento prevede che il presidente del tribunale del luogo in cui il debitore ha la residenza, il domicilio, la dimora o la sede autorizza l’ufficiale giudiziario, una volta verificato il diritto del creditore a procedere ad esecuzione forzata, alla ricerca con modalità telematica dei beni da pignorare.

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Riepiloghiamo qui di seguito l’iter da seguire per effettuare tale ricerca.
1) Il creditore deve innanzitutto depositare un’istanza, soggetta a contributo unificato di euro 43, per avere l’autorizzazione del Presidente del tribunale nella circoscrizione del debitore.
L’istanza deve contenere:
– le generalità complete delle parti;
– la procura alle liti per il difensore;
– l’indicazione dei titoli sui quali si fonda il credito (al fine di verificare il diritto della parte istante a procedere a esecuzione forzata e quindi titolo esecutivo e atto di precetto)
– l’indirizzo di posta elettronica ordinaria, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica certificata del difensore.

2) Una volta ottenuta l’autorizzazione, l’ufficiale giudiziario può accedere in via telematica diretta e gratuita ai dati contenuti nelle banche dati delle pubbliche amministrazioni, ovvero:
– Anagrafe tributaria: contiene l’indicazione dei redditi del contribuente e le loro fonti. Si posso quindi reperire informazioni sui datori di lavoro, sull’istituto di previdenza che corrisponde l’assegno mensile, sulle quote societarie possedute e sui canoni di locazione percepiti.
– Anagrafe dei rapporti finanziari: è possibile conoscere tutti i conti correnti accesi presso il debitore e le loro movimentazioni (anche per l’eventuale esercizio di azioni revocatorie).
– Pubblico registro automobilistico (P.R.A.): il creditore può verificare il possesso di beni mobili registrati (autoveicoli, moto, rimorchi, aerei, etc.) ed effettuarne quindi l’azione esecutiva diretta senza necessità di trovare fisicamente il  mezzo in quanto il pignoramento è effettuato in via telematica.
– Enti previdenziali: si possono visionare eventuali indennità e assegni previdenziali o di assistenza.
– Registri immobiliari: il creditore può  effettuare una visura immobiliare per verificare se il debitore è titolare di immobili o quote di immobili.

Una volta terminate le operazioni di ricerca, viene redatto un processo verbale dall’ufficiale giudiziario, con l’indicazione delle banche dati interrogate e delle relative risultanze.
Se sono stati individuati beni da pignorare, l’ufficiale giudiziario notifica al debitore il pignoramento con l’obbligo di consegna del bene entro dieci giorni, completo dei documenti di proprietà e con nomina dello stesso debitore a custode per il periodo predetto. Una volta superato il termine dei dieci giorni, il bene pignorato deve essere consegnato all’Istituto Vendite Giudiziarie (IVG) competente che ne diventa custode.

Se sono stati individuati crediti del debitore (o beni di quest’ultimo che sono nella disponibilità di terzi), l’ufficiale giudiziario notifica d’ufficio al debitore e al terzo il verbale, con l’indicazione:
– del credito per cui si procede;
– del titolo esecutivo e del precetto;
– dell’indirizzo di PEC;
– del luogo in cui il creditore ha eletto domicilio o ha dichiarato di essere residente;
– dell’ingiunzione;
– dell’invito e dell’avvertimento al debitore (art. 492 c.p.c. introdotto dalla Legge n. 162 del 10.11.2014);
– dell’intimazione al terzo di non disporre delle cose o delle somme dovute (art. 546 c.p.c.).

È bene precisare però che mancando a tutt’oggi i decreti attuativi, lo strumento non è ancora operativo.
Tuttavia il D.L. 83/2015 prevede, senza che sia necessario attendere i decreti stessi, un accesso autonomo alle banche dati per cercare i beni del debitore. Pertanto, su autorizzazione del presidente del tribunale, il creditore può consultare direttamente le banche dati delle pubbliche amministrazioni per cercare i beni del debitore da pignorare, senza l’intervento degli ufficiali giudiziari.
Se però, entro un anno dall’entrata in vigore della riforma, il decreto non sarà adottato, la disposizione perderà efficacia.

Fabrizio Tortelotti

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