Per salvare Monte dei Paschi arrivano gli aiuti di Stato

Al governo il compito di capire come e dove trovare i capitali di cui MPS ha bisogno

Monte dei Paschi di Siena sempre più a picco in Borsa, dove il titolo ha perso quasi il 20% (-19,3%), toccando il nuovo minimo storico, mentre la capitalizzazione è scesa a 750 milioni di euro.

E’ evidentemente l’istituto senese uno degli anelli deboli attraverso i quali la speculazione sta portando il suo attacco contro le banche italiane in questi ultimi giorni. La fase di tensione sembra spingere il Tesoro ad intervenire direttamente nel capitale della banca attraverso – si legge sul Corriere della Sera – una sorta di “ricapitalizzazione a scopo precauzionale e temporaneo”. In pratica, al di là dei temini tecnici, una nazionalizzazione velata dell’istituto, una misura estrema che conferma la gravità della situazione.

La grande incertezza permarrà almeno fino al 29 luglio prossimo, giorno in cui la Bce pubblicherà i risultati degli stress test su 51 istituti bancari europei tra cui, per l’appunto, l’istituto guidato da Fabrizio Viola, che rischia le ripercussioni più pesanti. E ci sarebbe quasi da sperarci, visto che per salvare Mps la strada più percorribile è quella tracciata dall’articolo 32, comma 4 d, puto 3 della Direttiva sulle risoluzione bancarie dove si dice chiarimente che nel caso di una bocciatura allo stress test, lo Stato possa intervenire preventivamente con un aumento di capitale.

Lo schema che circola al Tesoro prevede il lancio di nuove obbligazioni convertibili – chiamiamoli Padoan bond – non dissimili a quelle emesse nel 2012 dal governo Monti; ad esse si dovrebbe accompagnare un intervento di sostegno del Fondo Atlante per un ammontare non inferiore ai tre miliardi di euro. «Atlante due» si occuperà nel frattempo di comprare parte delle sofferenze di Mps, ma i tempi non sono compatibili con quelli che i mercati impongono in momenti come questi.

La possibilità di un intervento diretto del Tesoro, però, si trova a fare i conti con la posizione dell’Ue in materia di aiuti di stato. La vera scommessa, quindi, sarà quella di riuscire a trovare una strada, conforme ai requisiti Ue, per far passare l’intervento pubblico.

La Consob ha intanto disposto il divieto temporaneo alle vendite allo scoperto sul titolo Banca Monte dei Paschi di Siena per l’intera seduta di domani. Il divieto è stato adottato in applicazione dell’articolo 23 del Regolamento comunitario in materia di “Short Selling”, tenuto conto della variazione negativa di prezzo registrata dal titolo. Il divieto riguarda le vendite allo scoperto assistite dalla disponibilità dei titoli. Con ciò viene estesa e rafforzata la portata del divieto di vendite allo scoperto nude, già in vigore per tutti i titoli azionari dal primo novembre 2012 in virtù del Regolamento comunitario in materia di “Short Selling”.

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