Pensioni, montano le polemiche sull’adeguamento dell’età

Boeri: la misura costerà 141 miliardi. Damiano replica: numeri inventati. I sindacati contro la Ragioneria di Stato

Si riaccende il dibattito sulle pensioni, dopo che la Ragioneria di Stato ha sottolineato che il tetto verrà comunque alzato a 67 anni nel 2021, anche con il blocco dell’adeguamento alla speranza di vita per il 2019. Un automatismo che comunque sarebbe “pericolosissimo toccare” per il numero uno dell’INPS, Tito Boeri, che valuta l’aggravio di spesa in questa eventualità intorno ai 141 miliardi di euro.

 

Inoltre il Presidente pone la questione della solidarietà intergenerazionale, in particolare verso coloro che nel 2016 e nel 2013 hanno già avuto lo scatto, sottolineando come gli importi sarebbero complessivamente più bassi senza un aumento dell’età. Questa decisione pertanto non andrebbe nemmeno nell’interesse dei lavoratori più deboli, dato che “col sistema contributivo più si lavora, più i trattamenti aumentano“.

 

Non sono tardate le reazioni del mondo politico: il presidente della commissione Lavoro alla Camera, Cesare Damiano, ha detto che quello di Boeri è un “intervento a gambona tesa”, e i numeri da lui citati sono “campati in aria”. L’ex titolare del dicastero delle politiche lavorative ha osservato come i costi aggiuntivi per un rinvio di 12 mesi ammonterebbero allo 0,13% di quanto risparmiato con le ultime riforme, ovvero “nulla”. Polemiche anche dalla controparte di Damiano al Senato, Maurizio Sacconi, che con il collega del PD aveva formulato questa proposta. L’ex ministro del Governo Berlusconi ha puntato il dito contro le numerose deroghe alle regole vigenti sulla base di pressioni corporative, parlando di “rigore a corrente alternata”.

 

Sul piede di guerra la triade sindacale, che accusa in blocco la Ragioneria di essersi addentrata in un terreno non di sua competenza. La CGIL ritiene un ulteriore innalzamento dell’età pensionabile “socialmente insostenibile”, ricordando che l’Italia si trova già ora ad avere l’età di pensionamento più alta in Europa. Per il sindacato è necessario che la tenuta dei conti pubblici non venga scaricata solo verso i redditi e i diritti dei lavoratori e dei pensionati, data la crescita delle disuguaglianze negli ultimi anni. La UIL puntualizza che spetta al Governo e al Parlamento la decisione finale, mentre la CISL paragona questo intervento al “consiglio che le volpi possono dare alle galline per vivere più a lungo”.

Pensioni, montano le polemiche sull’adeguamento dell’età
Pensioni, montano le polemiche sull’adeguamento dell’età