Passaggi di denaro tra genitori e figli per acquisto casa: come gestire l’operazione

Ecco alcuni consigli per la gestione ottimale del passaggio

Fisco 7Molti genitori decidono di aiutare economicamente i figli nell’acquisto di casa, cedendo loro una somma di denaro. È un’operazione molto delicata, che deve avvenire in maniera trasparente, attraverso passaggi di denaro tracciabili, per evitare pesanti conseguenze di natura fiscale e legate alla normativa antiriciclaggio. Ecco quindi alcuni consigli per la gestione dell’operazione.

Quando si decide di cedere una somma di denaro ai figli finalizzata all’acquisto di un immobile, è bene seguire le indicazioni del Consiglio notarile di Milano, che delinea due possibili strade da percorrere:

  • la prima è cedere ai figli una somma di denaro che poi verrà utilizzata per acquistare l’immobile,
  • la seconda è disporre direttamente dal proprio conto corrente il pagamento alla parte venditrice davanti al notaio.

La prima ipotesi necessita di un doppio passaggio e viene regolata con due distinti atti notarili. Il primo è la donazione del denaro, il secondo è la compravendita della casa, il cui prezzo sarà pagato direttamente dai figli. Ecco i vantaggi di questa soluzione:

  • un elevato grado di chiarezza sui passaggi di denaro;
  • maggiore trasparenza nei rapporti familiari, soprattutto se ci sono altri figli;
  • chiarezza anche nei rapporti col Fisco, in quanto il passaggio di denaro avviene attraverso un atto registrato;
  • trattandosi di un atto di compravendita dell’immobile, la donazione di denaro non emerge, facilitando l’eventuale successiva alienazione dell’immobile.

Una variante della prima ipotesi potrebbe consistere anche in un passaggio di denaro, effettuato sempre con modalità tracciabile, da un conto corrente all’altro, senza che ci sia un atto di donazione davanti al notaio. È una prassi che non va contro la legge, soprattutto se si tratta di un importo non rilevante, ma presenta le seguenti criticità:

  • non è un’operazione trasparente, per cui potrebbe essere sconosciuta ad altri eredi;
  • può far scattare con maggiore probabilità un accertamento dell’Agenzia delle Entrate, che chiederà di dimostrare la provenienza lecita del trasferimento. Si tratta del noto strumento del redditometro, che scatta quando si riscontrano differenze di più del 20% tra il reddito dichiarato dal contribuente e spese effettuate, cosa che accade facilmente nel caso dell’acquisto di una casa.

Nella seconda ipotesi la liberalità entra nell’unico atto redatto dal notaio, con le seguenti implicazioni:

  • l’operazione risulta senz’altro meno costosa;
  • sebbene l’operazione garantisca chiarezza e trasparenza, la successiva rivendita potrebbe venirne ostacolata, per via della provenienza dell’immobile da un atto di donazione, in quanto altri eredi potrebbero rivendicare la parte di eredità riservata a loro dalla legge (la cosiddetta legittima);
  • nel caso poi l’unico atto presenti aspetti poco chiari circa il passaggio di denaro tra genitori e figli, ci potrebbero essere conseguenze sia nei rapporti familiari, sia rispetto a eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate.

Nicolò Cipriani – Centro Studi CGN

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