Panama Papers, cosa sono e chi sono gli italiani coinvolti

Numeri e nomi dei Panama Papers, la più grande fuga di notizie nella storia della finanza, persino più vasta di Wikileaks

Uno scandalo di proporzioni planetarie fa tremare i leader e i vip di mezzo mondo. Diverse testate internazionali hanno pubblicato i risultati di una lunga inchiesta giornalistica nata dalla diffusione di un’enorme quantità di documenti riservati che mostrano il funzionamento di una delle più importanti società del mondo che si occupa di creazione e gestione di società off shore in paesi considerati “paradisi fiscali, la Mossack Fonseca.

I documenti riguardano le attività di migliaia di società, alcune controllate da politici, capi di stato e banche di tutto il mondo.

I Panama Papers gettano l’ombra del sospetto su fortune riconducibili, come riporta anche l’Ansa, all’entourage di Vladimir Putin e del suo arcinemico ucraino Petro Poroshhenko; a familiari del leader cinese Xi Jinping e al re saudita, al defunto padre di David Cameron, ma anche a Luca Cordero di Montezemolo, a banche italiane, a primi ministri e loro parenti, a criminali, personaggi dello spettacolo e dello sport come Leo Messi, a funzionari d’intelligence, a celebrità varie.

I NUMERI DELL’INCHIESTA
Oltre 11 milioni di documenti segreti analizzati per un anno da 300 giornalisti di 76 Paesi diversi, tra cui l’Espresso in Italia. Ecco tutti i numeri dei Panama Papers, la più grande fuga di notizie nella storia della finanza, persino più vasta di quelle di Wikileaks nel 2010 e da Edward Snowden nel 2013.
I documenti riservati sono stati consegnati al giornale tedesco Süddeutsche Zeitung da un dipendente della Mossak Fonseca che ha voluto restare anonimo. Il Süddeutsche Zeitung ha poi condiviso i documenti ottenuti con il Consortium of Investigative Journalists, che a sua volta ha chiesto aiuto a oltre 100 organizzazioni giornalistiche di 80 paesi diversi, tra cui il Guardian e BBC (e l’Espresso in Italia), per studiarli e analizzarli.

COS’E’ MOSSACK FONSECA
È una società che si occupa di creare e gestire per conto dei suoi clienti società in paradisi fiscali come Panama, le Isole Vergini Britanniche, la Svizzera o le Seychelles. Mossack Fonseca ha sede a Panama ma opera in 42 paesi e ha 600 dipendenti in tutto il mondo: secondo il Guardian è la quarta società più importante al mondo che si occupa di questo genere di cose. Più della metà delle società create o gestite da Mossack Fonseca ha sede in paradisi fiscali legati al Regno Unito, come le isole della Manica o le Isole Vergini, o nello stesso Regno Unito (paese con politiche fiscali molto convenienti per alcuni tipi di società).

COSA DICONO I DOCUMENTI
I Panama Papers contengono informazioni sul lavoro di Mossack Fonseca e quindi sulle società in paradisi fiscali che gestisce per conto dei suoi clienti. I documenti hanno reso disponibili al pubblico informazioni su un gran numero di persone che ha società e soldi in paradisi fiscali. Tra queste ci sono 143 politici di tutto il mondo (tra cui sei parlamentari britannici, il primo ministro islandese Sigmundur Davíð Gunnlaugsson e altri 11 capi di stato), un importante membro della commissione etica della FIFA, 33 persone che sono state sanzionate per i loro legami con la Corea del Nord, la Russia, la Siria o l’Iran.

CHI SONO I NOMI ILLUSTRI COINVOLTI
Il presidente russo Vladimir Putin sembra avere fatto ricorso nel modo più abile e massiccio — due miliardi di dollari — ai servizi panamensi. Il suo nome non compare mai direttamente nei documenti, ma ci sono i suoi più stretti collaboratori. Il Cremlino respinge i sospetti e fa sapere che è tutta una montatura.
Poi il padre dell’attuale premier britannico David Cameron (sostenitore di regole più severe contro l’evasione fiscale), la famiglia del leader cinese Xi Jinping a sua volta promotore di dure campagne anti-corruzione, i capi di Stato — tra cui il re Salman dell’Arabia Saudita, il presidente ucraino Petro Poroshenko acerrimo nemico di Putin, il premier islandese Sigmundur Gunnlaugsson, il presidente argentino Mauricio Macri, il presidente degli Emirati Arabi Uniti Khalifa bin Zayed — e le star del calcio come il campione argentino Lionel Messi e il presidente (sospeso) dell’Uefa, Michel Platini.
Tra gli italiani citati nelle carte ci sono Luca Cordero di Montezemolo, l’imprenditore latitante Giuseppe Donaldo Nicosia, il pilota automobilistico Jarno Trulli.

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