Natale, il Made in Italy trionfa sulle tavole estere

(Teleborsa) Vini, spumanti, grappa e liquori, panettoni, formaggi, salumi ma anche caviale Made in Italy saranno i veri protagonisti del Natale sulle tavole estere. L’export di prodotti alimentari tricolori nel solo periodo di Natale raggiunge, infatti, un nuovo record storico di 3,2 miliardi di euro, in aumento del 3%. E’ quanto emerge dall’analisi Coldiretti sulla base delle proiezioni relative al mese di dicembre 2016 su dati commercio estero dell’Istat.

A primeggiare sono soprattutto i prodotti tipici del Natale, spumante (+24%) caviale (+3%), panettoni (+1%), ma crescono anche vini (+3%), salumi (+8%) e formaggi (+7%). Questo risultato, sottolinea l’associazione che rappresenta l’agricoltura italiana, è stato ottenuto nonostante l’embargo della Russia che ha sancito, a partire dal 6 agosto 2014, il divieto totale all’ingresso di una lista di prodotti agroalimentari che comprende frutta e verdura, formaggi, carne e salumi.

Moltissimi i brindisi Made in Italy, con la domanda di spumante italiano cresciuta in valore del 46% in Gran Bretagna e del 31% negli Stati Uniti che si classificano rispettivamente come il primo e il secondo mercato di sbocco delle bollicine italiane, le quali però vanno forte anche in Francia, patria dello champagne, dove si registra un aumento degli acquisti del 57%.

“Il record fatto segnare sulle tavole del Natale straniere è significativo delle grandi potenzialità che ha l’agroalimentare italiano che traina la ripresa dell’intero Made in Italy”, ha affermato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel sottolineare che “l’andamento sui mercati internazionali potrebbe ulteriormente migliorare da una più efficace tutela nei confronti della “agropirateria” internazionale che utilizza impropriamente parole, colori, località, immagini, denominazioni e ricette che si richiamano all’Italia per prodotti taroccati che non hanno nulla a che fare con la realtà nazionale. All’estero sono falsi due prodotti alimentari di tipo italiano su tre. A questa realtà – conclude Moncalvo –  se ne aggiunge però una ancora più insidiosa: quella dell’italian sounding di matrice italiana, che importa materia prima dai paesi più svariati, la trasforma e ne ricava prodotti che successivamente vende come italiani senza lasciare traccia, attraverso un meccanismo di dumping che danneggia e incrina il vero Made in Italy, perché non esiste ancora per tutti gli alimenti l’obbligo di indicare la provenienza in etichetta”.

Natale, il Made in Italy trionfa sulle tavole estere
Natale, il Made in Italy trionfa sulle tavole estere