Ministero del Lavoro: “Voucher, stesse regole di prima”. Intanto il Governo studia i mini – jobs tedeschi

Per le famiglie si guarda, invece, al modello francese

(Teleborsa) Controllate se nella vostra libreria personale, tra i testi che tanto amate, spunta anche  il “Gattopardo” di Giuseppe Tomasi di Lampedusa.  Potrebbe tornarvi utile rileggerlo perchè nascosta tra le pagine del romanzo c’è una verità tutta italiana: tutto cambia perché nulla cambi. Vale per tutto, figuratevi per i voucher.

Nel periodo transitorio, infatti, resteranno in vigore le vecchie regole In pratica, tutto come prima. Ma facciamo un passo indietro: nella rovente giornata di ieri, infatti,  quando anche il sito dell’Inps era andato in tilt scatenando le proteste feroci di consulenti del lavoro e imprenditori, la Fondazione studi dei Consulenti del lavoro aveva lamentato un preoccupante vuoto normativo nella disciplina dei ticket residui, non disciplinati, cioè, da alcuna regola, dopo l‘ abrogazione in tempi record per dribblare il referendum promosso dalla Cgil, che era già stato fissato per il prossimo 28 maggio. 
Come da copione, in tarda serata di ieri, è arrivata la nota ufficiale del ministero del Lavoro che prova (per quanto possibile) a fare chiarezza: I voucher acquistati fino al 17 marzo – spendibili fino al 31 dicembre – rispondono alle norme sul lavoro accessorio, esattamente come accadeva prima che il decreto legge numero 25 abrogasse i buoni lavori dall’ordinamento italiano.  Ovvero, attivazione sul sito Inps e comunicazione preventiva all’ispettorato nazionale del lavoro, con le sanzioni già previste in caso di inadempimento.

CHE SUCCEDE NEL 2018? Le cose cambieranno dal 1 gennaio 2018 quando l’abolizione dei voucher sarà definitiva  e i datori di lavoro saranno, perciò, chiamati ad adottare altri strumenti per la retribuzione del lavoro occasionale accessorio. Che succederà?

Modello mini- jobs per le imprese – Stando ad alcune indiscrezioni, per le imprese si studia una soluzione simile a quella dei mini Jobs sul modello tedesco.  Un contratto che prevede per il lavoratore la stessa percentuale di contributi previdenziali di un normale contratto, e non minima come per i voucher.

NO HO L’ETA’. ANZI SI – Inoltre, se adesso il lavoro a chiamata è possibile solo per i giovani sotto i 25 anni e gli over 55, con le nuove regole diventerebbe possibile per tutti, senza perciò restrizioni d’età. Resterebbe, invece, il vincolo dell’obbligo di assunzione con contratto regolare in caso di sforamento dei 400 giorni.

Per le famiglie si fa strada il modello francese Per le famiglie, invece, si fa strada l’ipotesi di ispirarsi al modello dei cugini francesi con una una piattaforma telematica alla quale si possono iscrivere sia le famiglie sia le aspiranti tate, colf e badanti. Un modo sia per pagare direttamente on line il servizio e, nel contempo, avere garanzie sulle persone che si vogliono contattare, con l’Inps pronto a gestire il servizio.

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