L’UE sta con l’Italia: via libera allo scudo sulle banche

(Teleborsa) “Bisogna fare qualcosa per dare fiducia ai risparmiatori”, aveva dichiarato il premier, Matteo Renzi, dopo la tempesta scatenatasi sui mercati finanziari a seguito del referendum sulla Brexit. Detto, fatto: il presidente del Consiglio si è battuto fino alla fine a Bruxelles per ridare fiato e speranze agli investitori, ottenendo il via libera dell’UE allo scudo sulle banche. Superato con successo, dunque, lo scoglio Angela Merkel che sul tema aveva dichiarato: “abbiamo scritto le regole per il sistema del credito, non possiamo cambiarle ogni due anni”. In fin dei conti Renzi ne era certo: “L’Europa c’è e ha una sua strategia, non c’è tempo da perdere ma siamo nelle condizioni di affrontare qualsiasi difficoltà e fare tutto ciò che è necessario nel quadro normativo vigente per sistemare i problemi che eventualmente si verificassero e che in questo momento stanno punendo tutto il mondo del credito europeo”, aveva detto in tempi ancora non sospetti.

Solo ieri, infatti, si è saputo che la Commissione Europea ha autorizzato l’Italia a utilizzare garanzie pubbliche per sostenere il nostro sistema bancario nel caso in cui dovessero rimanere a corto di liquidità. La richiesta dell’Italia è stata fatta solo in via precauzionale e quindi non c’è l’aspettativa che emerga la necessità di usare lo scudo. Due i vincoli: potrà essere attivato solo nel 2016 e solo per istituti solvibili. Lo schema proposto dall’Italia e autorizzato dalla Commissione prevede che lo Stato, attraverso il Tesoro, possa prestare la propria garanzia sul debito di banche solvibili, ovvero su bond senior di nuova emissione.

Il piano da 150 miliardi di euro, cifra che rappresenta circa tre quarti delle sofferenze lorde del sistema creditizio italiano, rientra nelle regole sugli aiuti di Stato approvate dal blocco UE nel caso di “crisi straordinarie”.  La misura, anche se precauzionale, ha riportato un po’ di ottimismo in Borsa scacciando via i timori di attacchi speculativi. Già ieri, quando circolavano le voci, i titoli bancari hanno accelerato il passo, cercando di recuperare le pesanti perdite dei giorni scorsi. Da inizio anno molti istituti di credito italiani hanno perso più della metà della loro capitalizzazione di mercato a causa della loro enorme esposizione verso i crediti inesigibili.

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