Luce: cambiano bolletta e tariffe. Ecco chi risparmia

Il provvedimento del Garante: si passa dai costi progressivi a quelli fissi

La Legge per TuttiRivoluzione nella bolletta della luce con il nuovo sistema di calcolo il costo dell’energia elettrica, appena varato dal Garante per l’Energia e il Gas: la tariffazione non sarà più ancorata al sistema dei costi progressivi (più consumi più spendi) ma a quello dei costi fissi per kW (kilowattora). Con conseguente risparmio per le famiglie numerose o per quelle che, comunque, sono abituate a consumare tanto. Avvantaggiati saranno anche coloro che sceglieranno come unica o prevalente fonte energetica l’energia elettrica ed ancora coloro che non hanno il gas ma usano, sia per il riscaldamento che per i fornelli, l’elettrico. Per tutti gli altri si registreranno rincari, cui andrà aggiunto, a partire già dal 2016 (forse in luglio-agosto), il costo del canone Rai in bolletta.

L’attuale tariffazione secondo il sistema progressivo era stata introdotta in Italia negli anni ’70, durante la grande crisi energetica. Il cambiamento epocale, invece, è frutto del recepimento di una direttiva UE. A cambiare sarà anche l’aspetto grafico della bolletta, che seguirà un nuovo standard. L’Autorità per l’energia elettrica ha infatti emanato la delibera che manda in soffitta le vecchie tariffe. La rivoluzione consterà di tre fasi: la prima partirà da gennaio prossimo e l’ultima il primo gennaio 2018 dopo una serie di verifiche sul campo.

Il nuovo sistema, che sarà applicato sia a chi è nel mercato di maggior tutela, sia a chi ha preferito il mercato libero, consentirà di far pagare il dovuto a tutti, eliminando quei sussidi incrociati che ora garantiscano sconti indebiti alle famiglie ricche solo perché consumano pochi elettroni penalizzando quelle numerose e magari più povere. Anche le famiglie con bassi consumi e basso reddito saranno comunque tutelate dai possibili aumenti, grazie ad una revisione ed estensione degli attuali bonus sociali.
Attualmente il prezzo finale dell’energia elettrica è costituito da quattro grandi componenti:

  • i servizi di vendita,
  • le imposte,
  • le tariffe per i servizi di rete: cioè i costi pagati per la trasmissione, distribuzione e misura dell’energia elettrica;
  • gli oneri generali di sistema: cioè i costi per sostenere attività di interesse generale per il sistema elettrico.

La riforma ritocca proprio queste ultime due voci: si passa, cioè, dall’attuale sistema di scaglioni a uno secondo costi differenziati. A riforma ultimata (come detto, dal 1° gennaio 2018), la tariffa per i servizi di rete e la tariffa per gli oneri di sistema – in totale oltre il 40% della nostra bolletta – saranno uguali per tutti e per ogni livello di consumo. Dal 1° gennaio 2017 il nuovo sistema a costi fissi (e non a scaglioni) riguarderà solo le tariffe per i servizi di rete, e successivamente si estenderà anche agli oneri di sistema. Dal 1° gennaio 2018 la riforma sarà a regime, applicando la piena struttura non progressiva anche alla tariffa per gli oneri generali di sistema. Dunque, dovremmo vedere i benefici a breve. In questo modo verrà diminuito l’effetto di progressività e limitato a solo due voci il numero di scaglioni di consumo annuo; verranno poi introdotte tutte le novità legate all’impegno di potenza, con l’offerta di un maggior numero di livelli tra cui scegliere.

Chi vorrà ad esempio installare dei climatizzatori a pompa di calore di ultima generazione al posto delle caldaie a gas potrà farlo pagando il kilowattora con una tariffa di rete e per gli oneri di sistema non progressiva ma “piatta”, uguale per tutti. Lasciando poi agli operatori l’opportunità di offrire contratti più o meno convenienti operando sui loro costi e margini.

L’impatto peserà (e anche tanto) sulle tasche famiglie piccole, coppie, single, persone che lavorano e passano gran parte della loro giornata fuori casa: per loro si parla di rincari annui tra i 19 euro e i 117, prendendo come parametri le fasce di utenti che attualmente consumano con potenza del contatore di 3kW, 900 kWh/anno e 1.500 kWh/anno. Al contrario per gli utenti che arrivano a consumare 6 mila kwh/anno i risparmi potrebbero sfiorare 582 euro.

Secondo le proiezioni riportate dal Sole24Ore, si potrebbero verificare le seguenti situazioni: per il cliente tipo con consumi medi di 2.700 kWh (chilowattora) all’anno e il classico contatore da 3 kW (chilowatt)di potenza massima l’aggravio mensile comprensivo di imposte è stimato per il 2016 in 0,9 euro, con un sovrappiù nel 2017 di 0,09 euro e un ulteriore aggiunta nel 2018 di 0,76 euro, per 21 euro totali al termine dei tre anni, per una spesa che passerebbe da 505 a 526 euro. Il cliente non bisognoso a bassi consumi (1.500 kWh l’anno), magari perché single benestante e ora gratificato dall’iniquità tariffaria che garantisce prezzi sociali a chi assolutamente non ne ha diritto, subirà un aggravio più significativo: 2 euro al mese nel 2016, altri 3,7 euro al mese nel 2017 di un ulteriore ritocco di 0,6 euro al mese nel 2018. Invece per la una famiglia numerosa con consumi medi di 3500 kWh all’anno il risparmio complessivo potrebbe essere, nella simulazione dell’Authority, di 46 euro (da 668 a 622 euro).

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