L’Europa di Juncker sta con Renzi: “Spero vinca il SI”

Il presidente della Commissione europea appoggia la riforma della Costituzione italiana

Se solo due settimane fa Jean-Claude Juncker aveva rispedito al mittente le critiche giunte da Matteo Renzi sulla scarsa flessibilità sui conti concessa all’Italia (“me ne frego degli attacchi di Renzi, il governo italiano parla tanto ma non produce risultati“), l’approssimarsi del referendum costituzionale conduce a più miti consigli, ed ora il presidente della Commissione Europea spezza una lancia in favore del premier italiano. La vittoria del SI al referendum preme anche e soprattutto nei circoli finanziari europei.

“Avanti con le riforme. Non so se sarei utile dicendo che vorrei che vincesse il Sì – ha spiegato ieri l’ ex premier lussemburghese nell’ intervista pubblicata da La Stampa -. Mi limito a dire che non vorrei vincesse il No. L’ Italia è una grande nazione e Renzi ha contribuito a questo. Bisogna ammetterlo. Vorrei che il Paese ritrovasse il suo posto fra i grandi attori dell’ Unione. L’ Italia fa parte dell’ Europa in modo essenziale – ha poi aggiunto -. Se la perdessimo come architetto, ispiratore, artigiano dell’ Europa, non sarebbe più la stessa cosa”.

Prevedibili le reazioni. “A questo punto il referendum non riguarda più soltanto gli italiani – dice Piero Fassino -, ma l’ intera Europa su cui sta soffiando una pericolosa ventata populista. Il Sì la contiene, il No chiaramente la aiuta. Per cui mi stupisce che D’ Alema e Bersani non si rendano conto di come le loro posizioni facciano il gioco dei vari Grillo e Salvini, che sono l’ espressione italiana del populismo. In Europa sanno che una vittoria del Sì avrebbe il doppio effetto positivo di migliorare le istituzioni in Italia e di stabilizzare l’ Europa intera”.

Caustico Roberto Calderoli: “Junker fa venire allo scoperto i giochi. Dimostra come le polemiche di Renzi contro l’ Europa erano fasulle, anzi strumentali. Gli servivano soltanto per recuperare qualche voto. Ma dopo l’ endorsement della Commissione, il nostro presidente del Consiglio non potrà più nascondersi: è lui il migliore amico di Bruxelles”. Giorgia Meloni di Fratelli d’Italia accomuna Juncker alle “consorterie europee, a JP Morgan, Goldman Sachs e alle agenzie di rating» per dire che «dove stanno questo non possono stare gli interessi degli italiani”.

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