Legge di Stabilità 2017, manovra pesante da 30 miliardi. Le possibili novità

Alcuni dei punti che saranno nella finanziaria di prossima approvazione

Fisco 7Sono al vaglio in questi giorni i primi interventi che saranno oggetto della Legge di Stabilità 2017 (che peraltro cambierà nome in Legge di Bilancio). La manovra è pesante: si parla, infatti, di 30 miliardi di euro che dovranno trovare spazio e risorse in una panoramica che coinvolge tributi, fisco, pensioni e molto altro ancora.

Ecco, in estrema sintesi, alcuni dei punti che saranno trattati nella finanziaria di prossima approvazione.

Comparto fiscale

  • Pare confermato l’abbattimento dell’aliquota Ires al 24% dall’attuale 27,5%.
  • Verrà inserita l’IRI – Imposta sul Reddito degli Imprenditori – anch’essa al 24%.
  • Potrebbe essere introdotta, per le piccole imprese in contabilità semplificata, la possibilità di determinare il reddito secondo il c.d. regime di cassa, come per i liberi professionisti.
  • Dovrebbe essere introdotto il taglio dell’aliquota più bassa Irpef, quella per i redditi fino a 15.000,00 euro, dal 23% al 22%.
  • Dovrebbe essere approvata anche quella che viene definita sterilizzazione dell’aumento dell’IVA, che porta le due principali aliquote dal 10 al 13% e dal 22 al 24%.
  • Troverebbe riconferma il super ammortamento, che consente a imprese e professionisti di dedurre dal reddito imponibile il 140% di quanto speso per l’acquisto di beni strumentali all’esercizio della loro attività. Una misura analoga potrebbe essere rivolta agli investimenti in digitalizzazione.
  • Trova spazio, tra le misure adottabili, anche una particolare ACE che consente di potenziare tale strumento, già utilizzato per agevolare la fiscalità degli utili reinvestiti in azienda.
  • Si sa per certo che, per quanto riguarda l’accertamento, gli studi di settore, oramai superati, saranno sostituiti con indicatori di compliance, modalità che andrà a misurare l’affidabilità del cliente in luogo della congruità del reddito.
  • Dovrebbero essere prorogate di altri tre anni le agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni – 50% – e per l’efficienza energetica degli edifici – 65%.
  • Sarà probabilmente riproposta la voluntary disclosure.

Comparto pensioni e contributi, costo del lavoro
Per le pensioni, l’unica certezza è l’inserimento dell’Ape, quell’intervento che consentirà l’uscita anticipata a 63 anni e 7 mesi a fronte della sottoscrizione di un prestito previdenziale con un istituto di credito.
Tale possibilità pare possa essere estesa anche ai professionisti e agli autonomi a partita IVA: ritirarsi con tre anni di anticipo e un trattamento, finanziato dalle banche, da restituire poi con rate ventennali.
Per quanto riguarda i contributi, ai professionisti senza cassa, che pagano i contributi previdenziali alla gestione separata INPS, potrebbe essere applicata una riduzione dell’aliquota dall’attuale 27% al probabile 25%, con contestuale aumento dell’aliquota assistenziale dallo 0,72% all’1,5%.
Anche il costo del lavoro dovrebbe essere abbassato con l’istituzione di un bonus sulla produttività e di altre forme di decontribuzione.

Per la famiglia e per gli studenti
Dovrebbero essere inseriti interventi in favore delle famiglie più disagiate, quali, ad esempio: voucher asili nido, sconti per prodotti riservati alla prima infanzia, bonus bebè.
Dovrebbe essere esteso in tutta Italia il sostegno all’inclusione attiva – SIA, che consiste in un sussidio di euro 400,00 mensili, destinato a famiglie con figli minorenni o disabili e reddito inferiore ai 3.000,00 euro annui.
Trova spazio anche il c.d. Student Act, che consiste nell’eventuale stanziamento di 500 milioni di euro a favore di giovani studenti: i vantaggi consisterebbero in particolari borse di studio, no tax area per gli studenti più meritevoli e la quasi sicura riconferma del bonus cultura.

Altre possibili novità

  • Particolare attenzione sarà dedicata allo stanziamento di risorse per la ricostruzione dei paesi colpiti dal terremoto nel Centro Italia; è probabile che le somme saranno ricavate dal patto di stabilità europeo.
  • Nella manovra finanziaria 2017 si cercherà di mettere in atto una nuova spending review, tagliando ulteriormente i costi della pubblica amministrazione.

Rita Martin – Centro Studi CGN

 

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