La svolta del Fmi: “Tassare i ricchi e redistribuire i redditi”

Ma tra gli esperti sorge il dubbio che sia un altro passo verso la patrimoniale

"Gli interventi a sostegno dell’eguaglianza potrebbero davvero sostenere la crescita". Pensieri di questo genere ce li si aspetta da economisti ‘alternativi’ al sistema, non certo da quel Fondo Monetario Internazionale che da anni rappresenta una delle facce, e forse la meno conciliante, della famosa trojka che è divenuta l’incubo della grande maggioranza dei cittadini dell’Unione Europea. Invece proprio tre economisti del Fondo Monetario Internazionale, Jonathan Ostry, Andrew Berg e Charalambos Tsangarides , hanno stilato l’analisi dal titolo "Redistribution, Inequality, and Growth", ovvero "Redistribuzione, Diseguaglianze e Crescita", lanciando un messaggio molto chiaro: "Tassare i ricchi è un fattore positivo per l’economia".

LA SVOLTA – I tre invocano la redistribuzione del reddito, in un momento in cui il mondo intero fa fronte alle proteste del popolo contro le lobby e i detentori del potere. "Sebbene ci siano considerevoli controversie su tali questioni, non dovremmo saltare alla conclusione secondo cui la cura delle diseguaglianze potrebbe peggiorare la crescita", hanno scritto i tre esperti, secondo cui invece "gli interventi a sostegno dell’eguaglianza potrebbero davvero sostenere la crescita". "Molti ritengono che la redistribuzione del reddito mini la crescita". Se ciò fosse vero, "allora le tasse e i trasferimenti potrebbero essere un cattivo rimedio: una cura che sarebbe peggio della malattia".

Ma gli autori del rapporto affermano che una tale conclusione non è avallata dai fatti, dal momento che, di norma, nei casi in cui è avvenuta, "alla riduzione delle diseguaglianze sono invece seguiti tassi di crescita più veloci e più duraturi". I tre hanno citato i benefici che si otterrebbero tassando quelle attività dei ricchi che vengono considerate nocive per l’economia, come per esempio la speculazione finanziaria eccessiva, e trasferendo anche i pagamenti ai più poveri, al fine di permettere loro di mandare i figli a scuola.

PATRIMIONIALE IN VISTA? – Ma cosa vuole esattamente il Fondo Monetario Internazionale? Indiscrezioni nell’ultimo anno hanno alimentato critiche continue: ha fatto parlare di sé soprattutto l’idea della patrimoniale in Europa del 10% per abbattere il debito, seguita poi da quella sull’imposizione di una aliquota fino al 71%. c’è chi pensa che queste sortite, oltre a cercare di migliorare l’immagine percepita del Fondo, servano sopratutto a preparare la strada a quel prelievo forzoso dai conti correnti ventilato e giudicato da diversi addetti ai lavori pressochè inavitabile.

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