La Moneta elettronica diventa più diffusa (e obbligatoria)

In 5 anni installati più di 400 POS al giorno. Allo studio multe per chi non accetta il virtuale per importi superiori a 5 euro

I soldi cartacei andranno definitivamente in pensione? La tendenza degli ultimi anni mostra che le transazioni elettroniche sono sempre più diffuse, sia con i nuovi mezzi di pagamento (come il bitcoin) sia con quelli più tradizionali, come le carte di debito (che quest’anno ha compiuto 50 anni) e di credito. Una recente inchiesta di Confesercenti infatti afferma che in media, negli ultimi cinque anni in Italia sono stati attivati ogni giorno più di 400 nuovi dispositivi “Point of Sales” (POS), necessari per accettare gli importi virtuali.

 

Nel 2016 la base installata di POS ha raggiunto il numero di 2,18 milioni, un aumento di 235 mila unità sull’anno precedente (+12%) e di quasi 800 mila (+58%) rispetto al 2011. Una crescita stupefacente, che per velocità ha superato perfino quella delle carte personali, che nei 5 anni in questione sono salite del 36,8% (circa 17,8 milioni). A trainare l’incremento sono i bancomat, che passano dai poco più di 36 milioni del 2011 ai 53,7 milioni del 2016 (+48,5%).

 

Il legislatore italiano sembra guardare con favore a questa diffusione, sia per questioni di bilancio (si pensi al risparmio sulle attività di coniazione) sia per contrastare le attività illegali, che nel nostro paese ammontano al 13% del nostro Pil. Già nella manovra del 2016 infatti era stato approvato l’obbligo di accettazione della moneta elettronica per pagamenti superiori ai 5 euro, abbassando notevolmente il tetto precedentemente fissato a 30 euro. Ora il Governo vuole dare seguito a questa iniziativa, imponendo dal 30 settembre sanzioni a partire da 30 euro a quegli esercizi che non accetteranno le carte di credito o debito. Un enforcement che secondo indiscrezioni dovrebbe accompagnarsi a incentivi, e da cui potrebbero essere esentate alcune categorie (come le partite IVA non a contatto col pubblico, come gli avvocati di studi legali associati).

 

Nel frattempo commercianti, artigiani e piccole imprese sono già sul piede di guerra: la stessa Confesercenti sostiene che l’introduzione delle multe per i micro-pagamenti penalizzerebbe quelle imprese che, a causa di margini di partenza ristretti, hanno difficoltà a sostenere il peso delle commissioni bancarie. Costi che per Confcommercio restano ancora troppo elevati, incidendo ancora in misura eccessiva sia sull’istallazione e la gestione dei POS che sul denaro che transita. La CGIA solleva inoltre il problema per quelle attività artigiane che prevedono interventi presso la dimora del committente, che si vedranno costrette con questa misura a dotare ogni singolo dipendente di lettori. La Federconsumatori invece valuta positivamente l’iniziativa, affermando che le sanzioni sono “una misura necessaria” per garantire la libertà di scelta ai cittadini, a cui però devono accompagnarsi gli investimenti in infrastrutture digitali.

La Moneta elettronica diventa più diffusa (e obbligatoria)
La Moneta elettronica diventa più diffusa (e obbligatoria)