La Germania si piega: il debito greco sarà ristrutturato

Si torna a parlare della crisi greca. Il 24 maggio la possibile svolta

La crisi del debito della Grecia torna a far parlare di sè, e come molti avevano previsto in tempi non sospetti le misure di austerity imposte agli ellenici non hanno risolto ma solo rinviato i problemi sul tavolo. Tanto che si inizia fatalmente a parlare di ‘ristrutturazione’ del debito. Decisa in questo senso la presa di posizione di uno degli attori principali della ‘Trojka’, il Fondo Monetario Internazionale, che non intende proseguire nel programma di aiuti, condiviso con l’Eurozona, se non si prefigura una ristrutturazione del debito ellenico.

L’Fmi ripete oggi che gli obiettivi di aggiustamento fiscale richiesti alla Grecia, e in particolare un avanzo primario sul Pil del 3,5% dal 2018 da mantenere per anni al fine portare il debito pubblico sul Pil su un sentiero di sostenibilità, non è realistico. Al massimo si può puntare all’1,5%, almeno per ora, il che consentirebbe anche una ripresa (modesta) della crescita in Grecia. L’Fmi ritiene tuttavia che con questo obiettivo solo una ristrutturazione del debito consentirebbe poi di mettere lo stesso sotto controllo.

Le istituzioni europee per ora dissentono, ma nel contempo trattano perché sanno che la cancelliera Merkel vuole la presenza dell’Fmi per evitare critiche politiche interne di troppa tolleranza nei confronti dei paesi latini.

L’Eurogruppo sembra infine aver raggiunto un compromesso tra la posizione dei falchi, Germania in primis, e quella dell’Fmi, consapevole che senza una ristrutturazione del debito non si potrà mai venire a capo della crisi. Come dice Yanis Varoufakis, l’ex ministro delle Finanze della Grecia, “non si può continuare a sottomettere e picchiare una mucca e poi aspettarsi che dia sempre più latte”.

I dettagli dell’accordo verranno confermati dai vice ministri delle Finanze il prossimo 24 maggio, data a cui è stata rinviata una decisione definitiva. L’Eurogruppo punta sul raggiungimento di un accordo “a giorni” sulle riforme obbligatorie richieste al governo Tsipras, che aprirebbero la strada all’esborso di una nuova tranche di prestiti alla Grecia, di cui le cui finanze pubbliche disastrate hanno disperato bisogno.

“Per la Grecia è un giorno importante e il 24 maggio, data del consiglio europeo, sarà il giorno della svolta. La decisione dell’Eurogruppo di ieri apre la strada a un alleggerimento del debito e le misure di salvaguardia su cui si è trovato l’accordo a Bruxelles non dovranno necessariamente essere applicate”. sto il commento del premier ellenico Alexis Tsipras.

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