La Brexit ora piace al 68% degli inglesi

I dati pubblicati da YouGov per il daily Teleghraph

Se un anno fa, al momento del decisivo referendum, i britannici determinati a lasciare l’Unione Europea erano poco più della metà, oggi il favore alla decisione partorita da quel referendum sarebbe salito al 68%. E’ quanto emerge da un sondaggio condotto da YouGov per il Daily Telegraph, giornale filo conservatore vicino al governo di Theresa May, che rivela come una maggioranza sempre più ampia di cittadini appaia convinta o quantomeno rassegnata all’uscita del Paese dall’Ue, con un netto incremento rispetto al referendum del 23 giugno 2016 (quando i voti pro Leave erano stati pari al 52% e quelli pro Remain al 48%).

Circa metà degli elettori che dichiarano d’aver votato Remain, infatti, ora ritengono che sia opportuno rispettare la volontà espressa dal popolo britannico, e che quindi il governo dovrebbe procedere con l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. La somma dei sostenitori veri e propri del Leave (45% degli intervistati) con i cosiddetti “Re-Leavers” (23%) produce un fronte favorevole all’uscita complessivo, dunque, pari al 68%. Il 22% degli intervistati, invece non era e non è a favore della Brexit: secondo questa porzione dell’elettorato il governo dovrebbe, comunque, fare retromarcia e ignorare l’esito del referendum.

Secondo Marcus Roberts, direttore dei progetti internazionali di YouGov, “l’ascesa dei Re-Leavers significa che i conservatori stanno pescando in un grosso lago, mentre gli altri partiti stanno gettando i loro ami in uno stagno. Quanto si parla della Brexit e delle sue implicazioni nella campagna l’elettorato non è composto da due pool divisi circa a metà 52/48. Al contrario”, ha dichiarato Roberts, “c’è un grosso bacino composto da Leave e Re-Leave e uno stagno molto più piccolo del Remain”. Per questo alle prossime elezioni la premier conservatrice Theresa May, avrà gioco facile nel pescare “in un grosso bacino di elettori e con scarsa competizione”.

Il risultato del sondaggio conforta appunto le speranze in vista del voto politico dell’8 giugno del Partito Conservatore di May, che si presenta in campagna elettorale proprio come garante della Brexit.

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