Italexit, qualcosa si muove. Il convegno ‘Eurostop’ a Napoli

Sulla scia 'Brexit', l'idea di abbandonare l'Ue cresce anche in Italia

Fra circa un mese la Gran Bretagna sarà chiamata alle urne per il referendum sul ‘Brexit‘, ovvvero l’uscita della Gran Bretagna stessa dall’Unione Europea. Una suggestione che aveva già tocccato l’Olanda e che potrebbe presto trovare accoliti anche in Finlandia, dove pure potrebbe esserci presto una consultazione popolare. In Italia il consenso popolare all’Unione Europea resta maggioritario, ma in progressivo calo visto come sono state deluse le speranze europeiste. Tanto che qualcosa inizia a muoversi anche da noi per promuovere quella che qualcuno già definisce ‘Italexit‘.

IL CONVEGNO – Il convegno sociale sull’Italexit tenutosi il 21 maggio è stato convocato e organizzato dalla piattaforma sociale Eurostop, con l’obiettivo di iniziare a organizzare proposte concrete su quali alternative offrire alla terza economia dell’area euro in un possibile futuro al di fuori del blocco a 29. Al dibattito hanno partecipato diversi economisti (Ernesto Screpanti dell’Università di Siena e Luciano Vasapollo dell’Università La Sapienza di Roma), organizzazioni sindacali inglesi favorevoli alla Brexit e altri analisti indipendenti. Al termine della tavola rotonda è stata approvata una breve mozione che lancia una mobilitazione di inizio autunno (“No Renzi Day”) una settimana prima del referendum sulla riforma della Costituzione e il sostegno allo Sciopero Generale indetto dai sindacati.

Stando ai promotori, il cui orientamento a sinistra è vicino alle istanze eurocritiche del movimento di Varoufakis ed agli antipodi rispetto agli euroscettici europei di destra, l’appuntamento “è pienamente riuscito” in quanto ha “consentito il dipanarsi di un ricco ed articolato dibattito che ha prodotto sia un avanzamento dell’analisi strutturale dell’Unione Europea e sia l’enuclearsi di proposte e di campagne politiche per iniziare a costruire una alternativa a questa asfissiante costruzione antisociale, antidemocratica, autoritaria e militarista. Il Convegno a Napoli si è reso necessario per concretizzare un momento di discussione e di socializzazione delle esperienze all’indomani della vicenda greca con il successivo cedimento del governo Tsipras alla Troika, dell’esplosione dell’emergenza immigrati ed il suo riverbero nei diversi paesi dell’Unione e del lievitare dei fattori di guerra fuori e dentro lo spazio europeo”.

Stando ai sondaggi, circa la metà degli italiani vorrebbe potersi esprimere sul futuro dell’Italia all’interno dell’area della moneta unica. Un rilevamento Ipsos Mori risalente ai primi di maggio mostra che il 58% dei cittadini interpellati vorrebbe infatti che fosse indetto un referendum sull’Italexit.

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