Interventi di efficienza energetica e ristrutturazioni edilizie: come muoversi fra detrazioni al 50% ed ecobonus

Per solare termico, caldaie, pannelli e pompe di calore fino al 65%

(Teleborsa) – Risparmio energetico e minori emissioni di CO2 sono temi sempre più attuali e toccano i cittadini sia dal punto di vista economico che da quello del rispetto ambientale. Non è un caso che le detrazioni fiscali per interventi di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente – che vanno dagli infissi alle caldaie al solare termico – sono state prorogate anche nell’anno in corso, per effetto della Legge di Stabilità 2016, nella misura del 65% fino al 31 dicembre 2016. Ma forse non tutti sanno che gli interventi che beneficiano della detrazione Irpef e Ires del 65% per il risparmio energetico possono anche avere la detrazione sulle ristrutturazioni del 36-50%, anche in assenza di opere edilizie.

Quale detrazione scegliere?

Oltre a una diversa percentuale del bonus fiscale, la scelta tra le diverse agevolazioni può essere influenzata dalla maggiore o minore semplicità nell’accesso alle agevolazioni stesse. L’ecobonus, ovvero le detrazioni fino al 65% per interventi di efficientamento energetico, richiedono un controllo tecnico, un attestato di certificazione energetica e l’intero invio della documentazione all’Enea (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) entro i 90 giorni dalla fine dei lavori. Più semplice invece il beneficio economico 36-50% sulle ristrutturazioni edilizie.

Campi di utilizzo

Nello specifico, l’agevolazione del 65% è dedicata, con una spesa massima variabile da esigenza a esigenza:

  • alle caldaie a condensazione, alle pompe di calore ad alta efficienza, agli impianti geotermici e gli scaldacqua, ognuno con una spesa massima di 46.153,84 euro
  • alle pareti isolanti o cappotti, alle coperture e ai pavimenti, alle finestre comprensive di infissi (92.307,69 euro)
  • alla riqualificazione energetica generale dell’edificio (153.846,15 euro)
  • alle schermature solari (92.307,69 euro)
  • ai pannelli solari per l’acqua calda sanitaria, con una spesa massima di 92.307,69 euro
  • agli impianti con generatori di calore alimentati da biomasse combustibili (46.153,85 euro)
  • ai dispositivi multimediali per il controllo da remoto per riscaldamento o climatizzazione, senza alcun limite.

Agevolazioni non cumulabili

Gli interventi sopra citati possono avere in alternativa una detrazione del 36-50%, ma è importante sottolineare come le due agevolazioni non siano cumulabili, e questa regola della incumulabilità tra gli strumenti di incentivazione dell’efficienza energetica e i contributi comunitari, regionali o locali vale anche per bonifici diversi riferiti a uno stesso intervento. In altre parole, non è possibile iniziare un intervento di efficientamento energetico seguendo una modalità e concluderlo con un’altra.

Occhio alla tempistica

Chi effettua lavori di risparmio energetico sfruttando una detrazione del 65%, dunque, dovrà fare attenzione a terminare tutti i pagamenti entro fine anno, altrimenti non potrà poi più usufruire del bonus fiscale del 36% per i bonifici che verranno effettuati dal 1 gennaio del 2017, diversamente da quanto accade per le detrazioni del 50% che dal nuovo anno scenderanno al 36%, mantenendo tuttavia un sussidio utile per chi compie opere di efficientamento. Ne consegue che chi vuole puntare al massimo della detrazione (65%) deve scommettere che l’ecobonus venga prorogato anche nel 2017. Altrimenti, per avere la certezza di non rimanere a mani vuote, puntare subito sul 50% per poi avere un paracadute del 36% il prossimo anno, ma avendo allo stesso tempo come asso nella manica una possibile proroga del 50% anche nel 2017.

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