In ripresa il commercio al dettaglio ma resta l’incertezza

(Teleborsa)  A ottobre 2016 le vendite al dettaglio registrano un incremento congiunturale pari all’1,2% con andamenti simili per i due principali settori: beni alimentari e non alimentari. Tuttavia, nonostante la forte crescita congiunturale registrata a ottobre, nella media del trimestre agosto-ottobre 2016 l’indice complessivo delle vendite al dettaglio diminuisce dello 0,2% rispetto al trimestre precedente.

Si tratta della variazione mensile più elevata negli ultimi quattro anni, diffusa oggi dall’Istat. Un segnale positivo, in parte in atteso, replica Confcommercio secondo cui “non fuga però le preoccupazioni e le incertezze sulle prospettive di breve termine tanto dei consumi quanto dell’economia italiana nel complesso”.

Il miglioramento di ottobre, spiegano i commercianti, ha, infatti, riguardato “solo alcuni segmenti di domanda e alcune tipologie d’impresa”. Il piccolo commercio continua a registrare un’evoluzione negativa, mentre nell’ambito della grande distribuzione solo per i discount si osservano trend di apprezzabile sviluppo.

A tal proposito, una recente analisi svolta da Coldiretti aveva evidenziato un crollo delle vendite alimentari negli ipermercati , il peggior risultato tra tutte le diverse tipologie distributive alimentari e non.

La riduzione, secondo i coltivatori diretti, era stata provocata dalla contrazione delle vendite negli ipermercati (-2,7%) e nei supermercati (-1,1%), mentre più tenue era stato il calo nelle piccole botteghe alimentari (-0,5%) con un continuo aumento delle vendite nei discount.

Secondo la Confcommercio, agli impulsi positivi sul versante degli alimentari, si contrappone la marcata debolezza delle spese correnti per la gestione domestica“. Nel complesso, per l’Associazione, “le dinamiche tendenziali in volume permangono sostanzialmente negative dallo scorso mese di aprile, in linea con un clima di fiducia pericolosamente decrescente”.

In ripresa il commercio al dettaglio ma resta l’incertezza
In ripresa il commercio al dettaglio ma resta l’incertezza