Imprese, burocrazia quanto ci costi:22 miliardi ogni anno!

Arriva il decalogo per la semplificazione

(Teleborsa) E’ un conto salatissimo quello che  la burocrazia italiana scarica sulle imprese artigiane, micro, piccole e medie. Sarà anche per questo che fare impresa, al giorno d’oggi, con la crisi che fa la parte del leone, è diventata una vera e propria “impresa”. 
Gioco di parole a parte, un costo mostruoso pesa sulla testa delle aziende italiane come una spada di Damocle. Ben ventidue miliardi l’anno. Per semplificare, mediamente si tratta di 5mila euro l’anno a impresa, 16 euro al giorno, due euro all’ora. Lo rivela una indagine del Centro studi CNA dedicata a “Piccole imprese e Pubblica amministrazione: un rapporto (im)possibile”.

Dispendio di tempo, risorse ed energie zavorra il sistema Paese: quasi nove imprese su dieci (l’89,7%) ritengono che la cattiva burocrazia costituisca un ostacolo serio alla competitività.

QUANTO TEMPO SPRECATO – Per compiere tutti gli adempimenti richiesti dalla Pubblica amministrazione, infatti, nel 41,3% delle imprese coinvolte si bruciano fino a tre giorni lavorativi al mese, nel 32,2% fino a cinque, nel 9,1% fino a dieci e nel 6,8% oltre dieci, mentre nel 10,7% s’impiega meno di una giornata lavorativa. La consulenza di soggetti esterni è molto diffusa: il 46,5% delle imprese se ne avvale sempre (erano il 61,1% tre anni fa) e il 36,6% spesso (contro il precedente 32,2%).
DURA LEX, SED LEX – Ma quali sono gli elementi che pesano di più? La complessità delle norme rimane di gran lunga il principale problema sofferto: il 67,8% delle imprese boccia la qualità legislativa italiana sia per la scarsa chiarezza sia per la stratificazione, nel tempo, di provvedimenti spesso motivati dall’urgenza.

La (lieve) inversione di tendenza -La foresta pietrificata, però, sta lentamente, molto lentamente,  tornando alla vita. I cambiamenti introdotti nella legislazione da due anni a questa parte (Delega fiscale, Jobs Act, Riforma della Pubblica amministrazione) sono giudicati in maniera positiva da quasi un’impresa su tre (29,5%) più di quante esprimono un parere negativo (22,4%), con una fetta di poco inferiore alla metà degli intervistati che non percepisce cambiamenti evidenti.
 
PAROLA D’ORDINE: SEMPLIFICARE. DURC ONLINE, CHE SUCCESSO– Utilizzati in maniera diffusa e molto apprezzati sono alcuni strumenti di semplificazione. Il 66,9% delle imprese che hanno partecipato al sondaggio ha usato il Durc online, il 34,9% lo sportello unico di interlocuzione tra impresa e Pubblica amministrazione, il 34,8% la Scia (Segnalazione certificata di inizio attività), il 19% il “silenzio-assenso”, il 9,7% la Conferenza dei servizi. A riscuotere i maggiori consensi tra le imprese è proprio la semplificazione auto-applicativa per eccellenza: il Durc online è giudicato “efficace” dal 76,4% degli intervistati (con il 52,3% di entusiasti che lo definiscono “molto efficace)
Imprese sempre più telematiche – Ormai un’impresa su tre (33,4%) riesce a sbrigare più della metà delle pratiche burocratiche online, contro il 28,7% di tre anni fa.  Il 95% degli intervistati usa abitualmente i siti della Pubblica amministrazione. Ma l’83,7% ritiene che le informazioni siano accessibili solo dopo una lunga ricerca (con il 5,7% che lamenta l’assoluta irreperibilità delle notizie utili).

IL DECALOGO DELLA CNA – Qualche miglioramento, insomma, c’è stato ma la strada verso la semplificazione  è ancora lunga. In soccorso delle aziende, arriva un vero e proprio decalogo della CNA. 10 regole e 1 obiettivo:  rendere più facile la vita alle imprese:
Migliorare la qualità della legislazione analizzando più attentamente il suo impatto, soprattutto su micro e piccole imprese; Monitorare con cadenza annuale l’efficacia delle nuove misure per poter introdurre tempestivamente correttivi; Adottare semplificazioni autoapplicative, che non prevedono il coinvolgimento di più soggetti, sull’esempio del Durc online;Potenziare l’informatizzazione della Pubblica amministrazione rendendo i siti più accessibili e i contenuti più fruibili;   Far dialogare tra di lor le banche dati pubbliche per evitare la duplicazione delle richieste;Permettere la compilazione esclusivamente per via telematica delle istanze; Consentire il pagamento online di bolli e tariffe relative alle pratiche amministrative;   Proseguire e completare la standardizzazione della modulistica ; Accrescere la qualificazione dei dipendenti pubblici; Applicare le sanzioni previste per i dipendenti pubblici in caso di inadempimenti.

Imprese, burocrazia quanto ci costi:22 miliardi ogni anno!
Imprese, burocrazia quanto ci costi:22 miliardi ogni anno!