Il Governo non paga il conto, chiude il ristorante del sisma

Rischia di chiudere il ristorante di Macerata che ha aiutato i soccorsi dopo il terremoto, erogando anche 200 pasti al giorno

Sembra drammaticamente condannato a chiudere i battenti il ristorante “Il vecchio Molino” di Pieve Torina in provincia di Macerata, un punto di riferimento per i soccorritori delle zone del terremoto del centro Italia.
Il motivo? Da novembre, lo Stato non paga il conto.

La struttura ha continuato a servire fino a 200 pasti ai vigili del fuoco tutti i giorni, ma il conto non è mai stato saldato. Le sorelle Silvia e Serena Fronzi aspettano ancora oggi 150mila euro promessi dal ministero. Intanto i conti da pagare per il ristorante si sono accumulati e il Vecchio Molino, che ha finito la sua liquidità, oggi ha i conti in rosso.

Le due sorelle si sono così sfogate su Facebook: “Siamo le proprietarie del ristorante il vecchio Molino di Casavecchia di Pieve Torina, unica attività che fin dalle scosse del 26 ottobre è rimasta aperta. Siamo state contattate dai vigili del fuoco per fare la convenzione con i pasti. All’inizio facevamo avanti e indietro da Porto Potenza. Procurarsi le materie prime non è stato mai semplice. Duecento pasti giornalieri erano tanti e i soldi pian piano finivano. Per fortuna le donazioni della gente…stupende persone, se non fosse stato per loro i primi mesi non ce l’avremmo fatta perché lo Stato come sempre era assente. Ma finalmente a novembre un pagamento lo abbiamo ricevuto, quello delle prime fatture e abbiamo respirato un po’ e siamo riuscite a pagare il personale e i fornitori. Ma ora è da novembre che non riceviamo nulla. Siamo sommerse dai debiti con fornitori e anche con i nostri dipendenti che per la maggior parte è gente senza una casa che ha perso la propria attività. Abbiamo fatto anche un esposto in prefettura ma non abbiamo ricevuto risposte. Lo Stato dice che vuole aiutare le nostre zone ma così ci sta buttando in mezzo alla strada, come dobbiamo fare? Richiedere l’ennesimo prestito? I vigili del fuoco sono persone stupende. Noi siamo sempre state in prima linea per loro, a Natale, Pasqua e capodanno, con la neve, a mezzanotte, sempre insomma. È dal 26 ottobre che siamo sempre aperte per garantire loro un pasto ma qualcuno ci deve pur aiutare sennò siamo costrette solo ad abbassare le serrande. Aiutateci”.

Dopo lo sfogo sui social, e numerosi solleciti, lo Stato fa sapere che i soldi sono stati sbloccati e che dovrebbero arrivare a giorni. “Ci hanno comunicato che i soldi sono stati sbloccati e dovrebbero arrivare tra una decina di giorni. Meglio di niente. Ora speriamo che questa risposta sia solo la prima e che, come tutti gli altri ristoratori che in questi mesi si sono sacrificati senza chiudere mai, festività comprese, spesso facendo la spola dalla costa, saremo pagati per il nostro lavoro. Qui lottiamo per la sopravvivenza, stringiamo i denti. Siamo gente che ama queste montagne e qui vuole vivere, ma è necessario che le istituzioni ce ne diano la possibilità”.

A fare il punto sulla situazione è Achille Cipriani, comandante provinciale dei Vigili del Fuoco. “Lo Stato paga sempre. Magari in ritardo, ma sempre. Il sistema di richiesta dei soldi, che rientrano nell’ambito dell’emergenza, è lungo e complicato. Noi dobbiamo chiedere alla Protezione civile, che a sua volta chiede a Roma e poi si attiva tutta la catena. Quindi ci vuole un po’ di tempo, bisogna avere pazienza. I soldi sono in arrivo”.
Intanto, però, le due sorelle chiedono al buon cuore della gente di aiutarle. Solo così possono continuare.

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