Il ddl Concorrenza è legge: dalle pensioni all’Rc auto, ecco cosa cambia

Novità per le assicurazioni, le professioni, il mercato dell’energia, Uber, le Poste italiane e gli operatori telefonici

Dopo più di due anni e un iter parlamentare travagliato, il ddl Concorrenza è diventato legge. Il provvedimento che interessa assicurazioni, mercato dell’energia, liberi professionisti, Poste, banche ma anche albergatori e farmacie, ha infatti incassato la fiducia chiesta dal governo nell’Aula del Senato (dove il testo è arrivato in quarta lettura), con 146 sì, 113 no e nessun astenuto.

“Dopo un iter travagliato di quasi 3 anni è un importante segnale di serietà per il Paese”, ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, aggiungendo che la legge introduce significative novità con l’obiettivo “di stimolare la crescita e la produttività e consentire ai consumatori di avere accesso a beni e servizi a minor costo“. Ecco i principali cambiamenti.

ASSICURAZIONI – Più sconti e meno frodi. Il testo prevede sconti sulle polizze Rc Auto per chi installa la scatola nera e per chi non causa incidenti da almeno 4 anni, ma anche se è “virtuoso” pur vivendo in una regione con alta sinistrosità. Il provvedimento lascia all’Ivass i compiti di determinazione con necessarie misure anti-frode. Le polizze sui rischi accessori non si rinnovano tacitamente (se sottoscritte insieme all’Rc Auto), ma si risolvono automaticamente alla loro scadenza. Resta invece il “tacito rinnovo” per le polizze danni diverse da quelle dell’automobile (il Senato le aveva vietate in generale alla prima lettura, poi la prassi è stata reinserita alla Camera).

POSTE – Poste Italiane non avrà più l’esclusiva sulla spedizione di atti giudiziari e di notifica delle sanzioni a partire da settembre 2017, nonché dei servizi inerenti le notificazioni delle violazioni del codice della strada.

FONDI PENSIONI – Viene modificata la disciplina delle forme pensionistiche complementari, in particolare viene sancito il diritto all’anticipo della prestazione nel caso di cessazione dell’attività lavorativa (anche per l’inoccupazione per 24 mesi), dei riscatti della posizione individuale maturata e del relativo regime tributario.

TELEFONIA E PAY-TV – Il testo del provvedimento prevede la semplificazione delle procedure per la mobilità della domanda della pay-tv, della telefonia fissa e mobile e di Internet. Semplificate anche le modalità di recesso o di passaggio a un altro operatore con la garanzia di recesso o di cambio gestione in via telematica.

ENERGIA ELETTRICA E GAS – In caso di maxi-bollette i fornitori di energia e gas saranno obbligati a rateizzare le fatture con importi importanti, derivati da ritardi o interruzioni della fatturazione, oltre che dalla prolungata indisponibilità dei dati di consumo. Se il conguaglio è imputabile a cause riconducibili al cliente, l’obbligo viene meno.

PROFESSIONI – Più trasparenza e più concorrenza nella professione forense. Gli avvocati potranno fare parte di più di un’associazione professionale. La norma introduce anche l’obbligo dell’avvocato di presentare un preventivo all’assistito, senza che quest’ultimo ne faccia richiesta, in forma scritta e articolata per voci di spesa. Concorrenza e trasparenza anche per il notariato, in tema di obblighi di notai e pubblici ufficiali e in relazione ai criteri che determinano il numero e la distribuzione dei notai sul territorio nazionale.

FARMACIE – Le farmacie potranno essere società di capitali, ma dovranno rispettare il tetto del 20% su base regionale. Consentita la vendita solo in farmacia per i farmaci di fascia C. Quanto agli orari e ai periodi di apertura delle farmacie convenzionate con il Servizio sanitario nazionale, queste possono rimanere aperte anche oltre gli orari e i turni stabiliti, previa comunicazione all’autorità sanitaria competente.

CARBURANTI – Per quanto riguarda i carburanti è prevista la creazione di un’anagrafe degli impianti stradali di distribuzione di benzina, gasolio, Gpl e metano della rete stradale e autostradale.

TELEMARKETING – Sono state abolite le norme che obbligavano gli operatori dei call center a dichiarare l’identità del soggetto per il quale avviene la chiamata, specificare la natura commerciale e proseguire la chiamata solo in presenza di assenso del destinatario.

In collaborazione con Adnkronos

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