I video di Al Qaeda? Li produceva il Pentagono. L’inchiesta

Gli Usa li facevano produrre da una società britannica con diversi scopi

Ricordate i primi video targati Al Qaeda? Quelli che, prima ancora dell’avvento dell’Isis, ci hanno abituati a fare i conti con la propaganda jihadista attraverso messaggi video; ebbene, molti di quei video li produceva direttamente la Bell Pottinger, una società inglese, su commissione del Pentagono, il centro strategico militare degli Stati Uniti d’America. A rivelarlo è Martin Wells, ex impiegato della stessa Bell Pottinger che ha lavorato in Iraq dal 2006 al 2008.

Wells ha raccontato ai giornalisti del Bureau for Investigative Journalism che il tempo trascorso a Camp Victory è stato “scioccante, mi ha aperto gli occhi, mi ha cambiato la vita”. Al programma segreto collaboravano comandanti statunitensi di alto rango e i dirigenti rispondevano direttamente al Pentagono e alla CIA. La Bell Pottinger arrivò in Iraq subito dopo l’invasione statunitense, nel 2004, incaricata dapprima di produrre news che incoraggiassero elezioni democratiche. Ma poi il programma di propaganda fu ampliato, includendo ben altri compiti.

I VIDEO – L’ex dipendente spiega come la Bell Pottinger, fra il 2006 e il 2011, abbia ricevuto più di 540 milioni di dollari dal governo degli Stati Uniti per la produzione dei video in questione. Secondo l’inchiesta, svolta in collaborazione con il britannico Sunday Times, tutto si svolgeva a Camp Victory, enorme base statunitense in Iraq. A questa colossale operazione mediatica e segreta lavoravano fino a 300 dipendenti della Bell Pottinger contemporaneamente, in parte britannici e in parte iracheni.

C’erano tre tipi di materiale che venivano prodotti nell’enorme sala stampa, nascosta nella base militare: articoli e video cosiddetti “bianchi”, di cui era dichiarata la paternità; video “grigi”, che venivano diffusi come provenienti da fonte anonima; infine video cosiddetti “neri”, ovvero a firma falsa. Erano proprio questi i video attribuiti falsamente ad Al Qaeda. La Bell li produceva con immagini di bassa qualità e nello stile dei media arabi, perché nessuno doveva accorgersi che quei filmati in realtà uscivano da una base statunitense. L’intento era quello di copiarli su cd che i militari americani abbandonavano nelle case irachene che andavano a perquisire. Quei cd portavano all’interno un codice che permetteva al Pentagono di sapere dove venivano guardati, attraverso che mani passavano.

Wells ha lavorato a Camp Victory pensando che il materiale falso che lui produceva potesse aiutare i militari americani a sconfiggere una guerriglia che stava già facendo migliaia di vittime. Poi però cominciarono i dubbi. “Non ero più tanto sicuro che fosse il modo legale, giusto, di farlo”, dice oggi ai giornalisti che lo hanno intervistato.

Tante tv, in quegli anni, hanno mostrato video di Al Qaeda: assalti, esplosioni, agguati. Immagini di bassa qualità, ma spesso crude e scioccanti. Quanti – in realtà – erano prodotti dagli anglo-americani? L’inchiesta non lo dice: l’unità specializzata in questa produzione non esiste più dal 2011 e la Bell Pottinger ha cambiato proprietari.

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