Il flop del Bonus Cultura: speso solo il 6,3% dei soldi stanziati

Bonus Cultura: i dati dicono che è un flop. Solo il 6,3% è stato speso dai diciottenni italiani

Il Bonus Cultura, finora, è stato un grande flop: solo il 6,3% dei soldi stanziati dal governo sono stati effettivamente spesi dai ragazzi italiani che hanno compiuto 18 anni dal 2016. Troppa burocrazia, lentezza per l’approvazione dell’account digitale e scarsità degli esercenti che aderiscono al progetto: queste le principali cause del mancato successo.

Come funziona il Bonus Cultura? Dal 2016 chi compie 18 anni può ricevere un assegno di 500 euro da utilizzare a scopi culturali: libri, musei, cinema, teatro, concerti. Una bellissima iniziativa su cui tanto ha discusso il governo Renzi, ma che finalmente, l’anno scorso, era stata approvata. A quanto parte, però solo il 40% degli aventi diritto hanno iniziato, e forse concluso, la trafila garibaldina per ottenere l’agognato Bonus Cultura. Dati alla mano, a gennaio, dei 572.437 neodiciottenni aventi diritto, solo 286.095 avevano ottenuto l’identità digitale e solo 230.000 erano iscritti alla piattaforma necessaria per cominciare a spendere i 500 euro.

Cominciamo a capire perché il Bonus Cultura sia un grande flop: troppi passaggi e, spesso, lenti. La strada per il bonus è formata da tre step: nel primo bisogna ottenere l’identità digitale, il famoso Spid. Non un passaggio così semplice, visto che solo la metà, finora, si è cimentata. Dove rivolgersi? Poste Italiane, Tim, InfoCert, Sielte, con possibilità di fare on line, ma non condivisa da tutti e quattro e a volte a pagamento.

Una volta ottenuto lo Spid, il secondo step obbliga ad iscriversi al portale on line 18app e il terzo, non meno difficile, prevede la ricerca degli enti e degli esercenti che sottoscrivono il Bonus Cultura, presso i quali è possibile spendere i 500 euro. Secondo il governo ci sarebbero almeno 7000 punti vendita in tutt’Italia, ma nel mese di gennaio i numeri erano leggermente più bassi: 4270 i negozi fisici catalogati e per lo più concentrati nelle grandi città. In sette comuni su otto non c’è alcuna possibilità di accedere al servizio da parte dei neo-diciottenni.

Dei 290 milioni stanziati, solo il 6,3% è stato effettivamente speso, confermando la scarsa fortuna dell’iniziativa dell’ex governo Renzi. Per ovviare al flop del Bonus Cultura, è stato posticipato il termine ultimo per la richiesta: dal 30 gennaio al 30 giugno 2017. Basterà questa soluzione a farlo decollare?

Il flop del Bonus Cultura: speso solo il 6,3% dei soldi stanziati
Il flop del Bonus Cultura: speso solo il 6,3% dei soldi stanziati