Fisco, per una volta siamo primi in Europa ma non è una buona notizia: maglia nera per evasione Iva

Con un ammanco rispetto al gettito atteso pari a 35 miliardi e 93 milioni di euro nel 2015

(Teleborsa) State pur sicuri che quando si tratta di un primato, ovviamente negativo, siamo sempre in prima fila. L’Italia, infatti, finalmente è prima in Europa. Per cosa? Per quanto riguarda il livello dell’evasione dell’Iva (“Vat Gap”), con un ammanco rispetto al gettito atteso (“Vat Total Tax Liability – Vttl”) pari a 35 miliardi e 93 milioni di euro nel 2015. Il gettito sarebbe dovuto essere di 136 miliardi e 127 milioni di euro. Seguono la Germania (con 22 miliardi e 366 milioni) e il Regno Unito (con 22 miliardi e 210 milioni), che però hanno un gettito molto maggiore.

 

PERDITE IN EUROPASe in casa nostra c’è da mettersi le mani nei capelli, che succede in Europa? Se Sparta piange, Atene non ride. I dati sono stati diffusi oggi a Bruxelles con un rapporto della Commissione europea. Il livello totale di perdite nel gettito Iva nell’Ue, secondo le stime della Commissione, nel 2015 è stato pari quasi a 152 miliardi di euro: le entrate avrebbero dovuto essere di 1.186 miliardi e 869 milioni, e sono state invece di 1.035 miliardi e 339 milioni di euro (in percentuale, il 12,77%). In termini percentuali, il paese con il “Vat Gap” maggiore è la Romania (37,18%), seguito dalla Slovacchia (29,39%), dalla Grecia (28,27%), e dalla Lituania (26,42%). L’Italia qui è quinta (25,78%), ma comunque in testa ai grandi paesi membri. A titolo comparativo, la Germania ha una “Vat Gap” percentuale del 9,56%, il Regno Unito del 10,88%, la Francia dell’11,71%, la Spagna di appena il 3,52%.

SERVE RIFORMA -“Gli Stati membri non dovrebbero accettare questi livelli sconcertanti di perdite di gettito Iva. La Commissione sostiene gli sforzi volti a migliorarne la riscossione in tutta l’Ue, ma le regole attuali, che risalgono al 1993, sono ormai obsolete”, ha affermato il commissario agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici commentando il rapporto. “Presto proporremo una revisione delle norme che disciplinano l’Iva sulle vendite transfrontaliere. La nostra riforma contribuirà a ridurre dell’80% le frodi” in questo settore, ciò che “riporterà nelle casse degli Stati membri risorse di cui hanno tanto bisogno”, ha concluso.

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