Fede condannato: “In galera non ci vado, ho solo 2.800 euro”

Condanna a 3 anni e mezzo per concorso in bancarotta con Lele Mora (che ha patteggiato) per la vicenda della Lm Management

“Col c**** che vado in galera. Fra pochi giorni faccio 86 anni. Al massimo vado ai servizi sociali, ma non da Don Mazzi”. Così ai microfoni de La Zanzara (Radio24) l’ex direttore del Tg4, Emilio Fede, commenta la sentenza con cui è stato condannato a 3 anni e mezzo per concorso in bancarotta con Lele Mora (che ha patteggiato) per la vicenda della Lm Management e della presunta distrazione di un milione e 100 mila euro dal finanziamento di 2 milioni 750 mila euro stanziato nel 2010 da Silvio Berlusconi per il salvataggio della società dell’ex talent scout.

“Questa sentenza fa ridere. Non ho preso un soldo” – si difende l’ex direttore del Tg4 – “Ma poi dove vado a prendere questi soldi con cui risarcire? Vado al casinò di Montecarlo e poi finanzio la curatela? Ma la curatela è un cretino idiota. Non so manco come si chiama. Gigetto, Gigino, Gigino il puzzolente. Al massimo rimborso 50 euro, così comprano le noccioline e si mettono in una gabbia la posto delle scimmie. Dovessi aspettare l’Appello e la Cassazione, vedrete. In banca ho sul conto 2800 euro. Ma quali milioni, ho solo la pensione. E vogliono prendermi pure un quinto della pensione, ma vadano affanculo. Lo faranno sicuramente”.

Infine aggiunge: “Vivo solo della mia pensione, 9870 euro, che mi basta per vivere elegantemente rispetto a tanta gente che non sa come campare. Sai cosa hanno fatto? Hanno accelerato i tempi dell’eventuale risarcimento e qualcuno avrebbe detto: ‘Bisogna fare in fretta, perché questo è vecchio‘. Se qualcuno ha detto veramente questa frase, è una testa di c****. Cosa mi sequestreranno? Posso mettere all’asta i mobili antichi, le mie giacche, i vestiti. Solo questo. Non ho nemmeno una casa di proprietà”. Fede continua: “Vivo in affitto in una casa di proprietà Mediaset. Pago 3mila euro al mese. Ho fatto una richiesta per ridurmi l’affitto. Lo sapete di quanto me lo hanno ridotto? Duecento euro. Con mia moglie non ci vado a vivere, perché io sto a Milano, lei a Roma. E poi non voglio vivere con lei nella stessa casa. Ho anche un autista, è un extracomunitario, ma è un cretino. Non sa l’italiano, non conosce le strade, vuole lavorare da noi, lasciassero il posto agli italiani. Non capiscono l’italiano e vogliono lavorare da noi”.

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