Famiglia al centro dell’agenda: ecco il pacchetto di misure a sostegno dei nuclei familiari

Dal "premio alla nascita, passando per lo "smart working" fino al Reddito di Inclusione (REI)

(Teleborsa)La povertà, inutile nasconderlo, è la vera e propria emergenza dei nostri tempi che ha congelato il futuro di una parte rilevante della popolazione del nostro paese.

In Italia vivono in povertà assoluta 4,75 milioni di persone, pari al 7,9% della popolazione.  E sono sempre di più le famiglie messe a dura prova da una crisi che, nonostante piccoli, incoraggianti segnali di ripresa, continua a mietere vittime.  Per fronteggiare questo dramma, o quantomeno per provarci, tante le misure adottate per cercare di tamponare una situazione alla quale non sembra esserci soluzione. Tanti, insomma,  gli strumenti che il governo ha messo in campo per cercare di venire in soccorso ai nuclei familiari in difficoltà, primo tra tutto il Rei, ossia il reddito di inclusione, fondato su sostegno al reddito e inclusione sociale.  Si tratta di un sostegno economico accompagnato da servizi personalizzati per l’inclusione sociale e lavorativa. Il Rei non è una misura assistenzialistica, un beneficio economico “passivo”. Al nucleo familiare beneficiario è richiesto un impegno ad attivarsi, sulla base di un progetto personalizzato condiviso con i servizi territoriali, che accompagni il nucleo verso l’autonomia.
Fare un figlio di questi tempi è impresa assai coraggiosa. A far tirare un sospiro di sollievo alle giovani coppie ci penso il Bonus Bebè, un assegno mensile destinato alle famiglie con un figlio nato, adottato o in affido preadottivo tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2017 e con un Isee on superiore a 25mila euro. L’assegno è annuale e viene corrisposto ogni mese fino al terzo anno di vita del bambino o al terzo anno dall’ingresso in famiglia del figlio adottato
Se fare un figlio di questi tempi è un’impresa coraggiosa, diventa quasi impossibile per una donna che lavora. Anche qui misure dedicate: grazie al voucher baby sitting, infatti, previsti 600 euro al mese, per sei mesi, per il pagamento di baby sitter o asilo nido per le mamme lavoratrici dipendenti o parasubordinate che tornano al lavoro dopo la maternità, da usufruire in alternativa al congedo facoltativo

In soccorso delle future mamme c’è anche il Premio alla nascita, in vigore dal 1° gennaio 2017 e prevede che le mamme in attesa di un figlio, già dal compimento del settimo mese di gravidanza, o all’adozione di un minore, potranno richiedere un “premio” di 800 euro.

Nell’ottica di ridefinire la centralità della famiglia, benvenute anche tutte quelle misure che consentono di conciliare occupazione e vita privata.  Insomma, i tempi cambiano. Il lavoro pure. Anche in Italia arriva così lo Smart working con le aziende che finalmente aprono al concetto di lavoro “su misura”, in grado cioè di rispondere alle esigenze dei lavoratori senza, ovviamente perdere di vista la qualità della prestazione. Mandato in pensione il “vecchio” concetto di lavoro, si apre dunque una nuova era. Parola d’ordine? Flessibilità. A mandare in soffitta il vecchio modello di lavoro ci ha pensato la riforma Del Conte che ha disciplinato per la prima volta in Italia il lavoro agile. Parte integrante del lavoro agile sono gli strumenti tecnologici che vengono forniti dal datore di lavoro, il quale ne garantisce anche il buon funzionamento.

Nell’ottica di una sempre maggiore conciliazione-vita lavoro, la scorsa estate è stato firmato un decreto Lavoro-Mef che attua la misura sperimentale prevista dal decreto legislativo 80/2015, riconoscendo sgravi contributivi ai datori di lavoro privati che abbiano previsto, nei contratti collettivi aziendali, istituti di conciliazione tra vita professionale e vita privata dei lavoratori. Sul piatto ballano circa 110 milioni di euro per il biennio 2017 e 2018. 

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