Evasione di sopravvivenza: non paga i contributi per pagare i dipendenti

Assolto l'imprenditore che non aveva pagato i contributi per saldare gli stipendi dei dipendenti, un precedente che è stato chiamato evasione di sopravvivenza e fa discutere sul lavoro in Italia

La situazione lavorativa in Italia, si sa, non è rosea e molte aziende stentano ad uscire dal pantano della crisi. In alcuni casi ci si mette anche il fisco a creare situazioni pericolose, togliendo ad alcuni imprenditori la gran parte della liquidità disponibile. Un imprenditore di Pavia ha però dimostrato che quando le cose si fanno per bene anche il fisco è in grado di perdonare. Per questo caso è nata addirittura una nuova locuzione: Evasione di Sopravvivenza. Vediamo di cosa si tratta.

Qualche mese fa il gestore di una steakhouse in provincia di Pavia si è trovato a non avere sufficienti fondi per pagare le spese più urgenti: i contributi INPS dei suoi dipendenti ed i loro stipendi. La scelta è stata difficile, ma Stefano Rozza non ci ha messo molto a decidere ed ha preferito non minare l’economia delle famiglie di chi collabora con lui. Ha quindi pagato per intero gli stipendi, rinviando il pagamento dei contributi. Chiaramente nell’arco di alcuni mesi è stato denunciato per i mancati versamenti di una somma che toccava i 100000 euro, considerata la reiterata evasione nel corso di tre anni.

Il Signor Rozza ha però cercato in tutti i modi di saldare il suo debito con il fisco, prima di tutto richiedendo la compensazione di un credito di imposta e rateizzando il restante ammontare del debito. Il giudice del Tribunale di Pavia ha compreso la buona fede dell’imprenditore e lo ha assolto con formula piena dalle imputazioni che gravavano su di lui. Questo tipo di comportamento, chiamato Evasione di sopravvivenza, è purtroppo sempre più frequente: alcune aziende, a causa della crisi, non riescono a racimolare sufficiente liquidità per saldare tutti i debiti: con il fisco, con i dipendenti, con i fornitori.

Questo tipo di comportamento non è certo da incoraggiare, ma sicuramente ha permesso al Signor Rozza di evitare disagi immensi per i suoi dipendenti. Purtroppo la sua azienda è fallita, ma grazie alla sua buona volontà e al desiderio di non darsi per vinto, il Signor Rozza è riuscito a riacquistare il suo Ristorante, che ora è sulla buona strada per ricominciare a lavorare al meglio. Un esempio da seguire quello di questo imprenditore che ha sacrificato i proprio guadagni, ed i risparmi di una vita, per mantenere il lavoro dei suoi dipendenti, senza costringerli a cercarsi un altro lavoro: la nuova azienda ha infatti assunto tutti gli ex dipendenti della steakhouse e sta appianando tutti i debiti.

Immagini: Depositphotos

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