Euro oltre la barriera di 1,20 dollari: rischi e vantaggi

L'euro ha superato la barriera di 1,20 dollari, toccando il massimo raggiunto l'ultima volta il 2 gennaio 2015

L’euro ha superato la barriera di 1,20 dollari, toccando il massimo raggiunto l’ultima volta il 2 gennaio 2015. Un rafforzamento del 15% che, se da un lato minaccia export e turismo, dall’altro favorisce acquisizioni e joint venture nell’area del dollaro e importazioni di materie prime pagate in dollari nell’Ue.

I RISCHI – “Il rischio principale è che ne risentano le imprese esportatrici, soprattutto quelle piccole e medie che dipendono dal sistema di distribuzione dei paesi dove esportano”, spiega all’Adnkronos Stefano Manzocchi, Direttore del Dipartimento di Economia e Finanza della Luiss di Roma. “Tutte quelle aziende italiane che nell’ultimo periodo sono andate bene nel mercato statunitense – spiega il docente – potrebbero essere penalizzate dal nuovo tasso di cambio”.

Un colpo basso all’export italiano, quindi, che potrebbe indebolire l’intera economia del Paese. La ripresa dell’Italia è infatti trainata anche dalle esportazioni verso paesi extra-Ue, in aumento – secondo i dati Istat di giugno – del +9% nei primi sei mesi del 2017 rispetto all’analogo periodo 2016.

Il Super-euro inoltre potrebbe avere delle ripercussioni negative anche su altri settori del mercato italiano. “Tale situazione potrebbe danneggiare anche il turismo – aggiunge Manzocchi – in quanto il nostro Paese potrebbe risentire del calo di turisti nordamericani e del Sud-Est asiatico che potrebbero scegliere di recarsi in aree non legate all’euro”.

I VANTAGGI – Al tempo stesso, però, un euro più forte consente alle imprese italiane di globalizzarsi effettuando più investimenti nell’area del dollaro. “Il principale vantaggio dell’attuale tasso di cambio è che le imprese italiane hanno la possibilità di effettuare maggiori acquisizioni all’estero. Un euro forte infatti consente più acquisizioni, fusioni e joint venture nell’area del dollaro”.

Un altro beneficio potrebbe essere rappresentato dalle importazioni meno care, in quanto con il Super-euro si pagano meno le commodities denominate in dollari, come petrolio e cereali. Tuttavia “il vantaggio non è così rilevante – spiega Manzocchi – in quanto i prezzi delle materie prime sono troppo bassi e l’inflazione ancora molto contenuta”.

In collaborazione con Adnkronos

Euro oltre la barriera di 1,20 dollari: rischi e vantaggi
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