Euro crolla ai minimi sul dollaro. Ecco cosa aspettarsi nel 2017

Rischi e benefici per l'economia italiana

L’euro crolla ai minimi degli ultimi 13 anni nei confronti del dollaro, arrivando fino a 1,037 dollari, la soglia più bassa dal 2003, per poi risalire di pochissimo a 1,047 USD questa settimana.

Perché la moneta unica si sta svalutando cosi velocemente? E sarà riagganciata la parità fra le due valute? Sono queste le domande più ricorrenti di investitori e risparmiatori, da cui dipendono sia le decisioni di investimento che la convenienza di transazioni con gli Stati Uniti, sollecitate anche dai record raggiunti da Wall street.

Va detto, innanzi tutto, che una moneta debole non è uno svantaggio per l’economia europea ed italiana, perché beni e servizi saranno certamente più competitivi di quelli offerti da competitor statunitensi, che vengono penalizzati dal dollaro forte. Certamente, non sorrideranno coloro che si recheranno negli Stati Uniti per ragioni di turismo o lavoro e neanche chi acquista prodotto in USA (un iPad o un iPhone ad esempio), ma il Made in Italy andrà alla grande: la moda o i vini e spumanti italiani, che sono sempre molto apprezzati Oltreoceano.

LA PARITA’ E’ ALLE PORTE – Secondo gli esperti, la parità fra euro e dollaro, cioé un cambio di 1 a 1, che significa un identico valore delle due valute, è vicinissimo e si verificherà nel 2017, sulla prospettiva di un continuo apprezzamento del dollaro e di una persistente debolezza dell’euro. Movimenti speculari che terranno conto del clima politico, dello stato dell’economia e delle scelte delle banche centrali. Lo hanno confermato di recente anche gli analisti di Credit Suisse nell’Investment Outlook report di fine anno.

ECCO COSA INFLUENZA EURO E DOLLARO – La valuta americana viene sostenuta dall’attesa di una politica “espansiva” del nuovo Presidente Donald Trump, che stando al programma, dovrebbe puntare sulla spesa pubblica finanziata in deficit e, dunque, incrementare progressivamente l’inflazione. Questo spingerà la Fed ad alzare i tassi d’interesse via via che cresce l’inflazione, facendo lievitare il dollaro. Il primo rialzo è già stato annunciato questa settimana.

L’euro, per contro, risentirà di una politica “accomodante” della BCE, almeno per tutto il 2017, come di recente confermato dal Presidente Mario Draghi. Una politica che risponderà alla crescita modesta dell’Eurozona e, al di là degli allarmismi, alle persistenti tensioni politiche, anche se gli esperti escludono che possa verificarsi un evento tipo Brexit, cioè l’uscita di qualche paese dall’area della moneta unica.

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