Equity crowdfunding 2.0: si cambia, non solo per le start-up!

La Consob ha approvato le modifiche al Regolamento sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online: adesso finanziamenti più semplici e convenienti

FCHub - Financial Community Hub Il crowdfunding è il processo con cui più persone conferiscono somme di denaro per finanziare un progetto imprenditoriale o iniziative di diverso genere utilizzando attraverso portali di raccolta online vigilati dalla Consob.
Quando tramite l’investimento online si acquista un titolo di partecipazione in una società si parla di “equity based crowdfunding”.

Con delibera n. 19520 del 24 febbraio 2016, la Consob ha approvato incisive modifiche al Regolamento n. 18592/2013 sulla raccolta di capitali di rischio tramite portali online.
Le novità introdotte semplificano la procedura di raccolta dei finanziamenti, puntando a ridurre i costi di raccolta e ad ampliare la platea dei soggetti che possono contribuire a finanziare i progetti d’impresa innovativi.

Il processo di “modernizzazione” ha origine, in primo luogo, dall’esigenza di recepire le modifiche che hanno interessato la normativa primaria: il D.L. n. 3/2015, infatti, ha ampliato la categoria degli offerenti quote di capitale di rischio tramite portali online sia a PMI innovative, sia ad Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio (OICR) e società che investono prevalentemente in startUp e PMI innovative. In secondo luogo, con riferimento alla disciplina delle esenzioni facoltative prevista dalla Direttiva 2014/65/EU, ai sensi della quale sono autorizzati ad operare i gestori di portali online, alcune delle principali modifiche approvate costituiscono la lungimirante predisposizione dell’impianto regolamentare nazionale al recepimento della normativa MiFID II, che prevede, per i soggetti che operano in regime di esenzione, requisiti organizzativi e procedurali più stringenti (quali, ad esempio, l’obbligo di adesione ad un sistema di indennizzo o di stipula di un’assicurazione sui rischi professionali) e che, verosimilmente, comporterà un rafforzamento dell’attività di vigilanza sui gestori dei portali.

È stata, inoltre, ampliata la categoria dei soggetti legittimati a sottoscrivere una quota dell’offerta in qualità di investitori professionali.

È stata operata una dilatazione della nozione di «investitori professionali», ampliando la schiera dei potenziali finanziatori fino a ricomprendere:

  1. i clienti professionali «su richiesta», così come descritti dalla direttiva MiFID, in possesso dei requisiti fissati dal Regolamento Consob in materia di intermediari e dal decreto ministeriale n. 236/2011 MEF;
  2. gli «investitori a supporto dell’innovazione», le cui caratteristiche sono puntualmente individuate dalla Consob e a cui (insieme ad altre categorie predeterminate) è riservata la sottoscrizione di una rinnovata quota percentuale dell’offerta.

Inoltre, la modifica al Regolamento persegue la parallela amplificazione degli strumenti finanziari offerti e la riduzione dei costi di transazione degli stessi.
In conclusione, la modifica del Regolamento in materia di equity crowdfunding, semplificando la disciplina, intende porre i presupposti per lo sviluppo di questo strumento di raccolta come canale di finanziamento dell’innovazione, in alternativa agli strumenti tradizionali di erogazione del credito.

Daniela Sciullo
(per approfondimenti: l’articolo su FCHub)

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