Effetto Brexit, arriva la tassa sulle vacanze

Sgarbi incrociati in vista fra Ue e Gran Bretagna

Che la Brexit – l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione europea decretata lo scorso giugno tramite referendum – avrebbe lasciato strascichi in tema di trattative e futuri accordi bilaterali era scontato; che si potesse arrivare ad ipotizzare veri e propri ‘dispetti’ in tema fiscale lo era già meno, eppure è ciò che sembra possa accadere nei prossimi mesi.

C’è infatti il concreto rischio di spese aggiuntive per motivi di turismo, come ha anticipato Amber Rudd, ministro dell’Interno britannico, parlando di un progetto che l’Ue ha nel cassetto. Circolano già le cifre della nuova “tassa”: almeno 10 sterline a testa, circa 12 euro, per entrare in qualunque paese dell’Ue. Un’idea che sembra gettare ulteriore tensione in vista dei negoziati poiché nessun cittadino Paese ad ora paga il visto per entrare nella Ue.

Bruxelles sta da tempo definendo una proposta per istituire l’Etias (Eu Travel Information and Authorisation System), un sistema per “proteggere” l’area Schengen e controllarne gli accessi (circa 30 milioni l’anno) in modo più efficiente. Ci sarà una sorta di visto europeo e funzionerà più o meno come l’Esta in vigore negli Usa, anch’esso a pagamento. Maggiori dettagli arriveranno tra ottobre e novembre.

Gli obiettivi però sono dichiarati. Quello principale riguarda la sicurezza. Ma sarà anche un’occasione per fare cassa: le stime prevedono entrate annue tra i 500 milioni e i due miliardi di euro. Ovvia conseguenza è che la Gran Bretagna abbia ventilato da parte sua una misura simile per i cittadini Ue che vogliono entrare in Gran Bretagna, istituendo così una tassa incrociata sulle spalle dei cittadini.

L’opposizione laburista ha attaccato a testa bassa, parlando di un costo medio di 50 sterline per famiglia, e anche sul Continente non mancano le preoccupazioni, soprattutto in quelle località del Mediterraneo (Spagna, Grecia Portogallo) tradizionalmente frequentate dai britannici in estate. Il progetto, in ogni caso, per ora va avanti.

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