Ecco come il Fisco strizza l’occhio a manager, ricercatori e “paperoni”: tanti vantaggi per chi viene in Italia

La strategia delle Entrate per attrarre talenti e indotto dall'estero: imponibili ridotti della metà o fino a un decimo del totale, tasse forfettarie

(Teleborsa)Venghino, signori venghino: il fisco italiano mostra il suo lato buono e si mette in “tiro” per fare la corte al capitale umano.  Capacità intellettuali, menti innovatrici se vogliamo dirla in maniera più poetica, ma anche e soprattutto redditi a tanti zeri, per dirla in termini più spiccioli, che vanno attirati con pacchetti di agevolazioni ad hoc che sono state chiariti dalla circolare 17/E dell’Agenzia delle Entrate che ha fatto il punto sulle caratteristiche e i meccanismi degli incentivi attualmente in vigore rivolti ai lavoratori cosiddetti “impatriati”,  ricercatori e docenti, controesodati e nuovi residenti.

Chi sono gli “impatriati?” – Lavoratori dipendenti o autonomi, manager, lavoratori ad alta specializzazione e laureati: per loro, già dal 2016, l’imponibilità del reddito da lavoro dipendente o autonomo prodotto in Italia è limitata al 50% del totale.In parole povere, metà stipendio è esentasse per un quinquennio e il regime speciale vale anche per i manager distaccati, a una condizione: aver acquisito la residenza fiscale italiana.
Ricercatori e docenti – Il reddito per l’insegnamento e la ricerca è conteggiato al 10% per quattro anni  e non concorre alla produzione netta ai fini Irap. Per poter accedere al beneficio i docenti e i ricercatori devono essere in possesso di un titolo di studio universitario o equiparato, non essere stati occasionalmente residenti all’estero, aver svolto all’estero documentata attività di ricerca o docenza per almeno due anni continuativi presso centri di ricerca pubblici o privati o università, svolgere attività di docenza e ricerca in Italia e, infine, acquisire la residenza fiscale nel territorio dello Stato.
I “contro esodati” – ex residenti in Italia, poi trasferitisi all’estero e ritornati entro la fine del 2015 – possono scegliere un reddito imponibile al 20% per le donne e al 30% per gli uomini,  fino al 2017 ai quali è anche concesso, in alternativa alla fruizione dell’agevolazione per il 2016-2017, di accedere al regime degli “impatriati” per cinque anni: tassazione sul 50% del reddito, dal 2016 al 2020.
Infine, c’è la flat tax per i neo-residenti con ingenti patrimoni: 100mila euro a forfait e 25mila euro per gli altri componenti del nucleo familiare garantiti per 15 anni.
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