Denuncia i genitori per foto su Facebook. Rischiano 45mila euro di multa

L'argomento della privacy sui social network è sempre di stretta attualità

Nei giorni della tragedia della morte di Tiziana Cantone – la ragazza suicida in seguito alla viralizzazione in rete di un suo video hard – torna prepotentemente d’attualità il tema della difesa della privacy sui social network. Anche con sfumature meno drammatiche rispetto al caso Cantone, il tema nasconde sempre parecchie insidie. La semplice pubblicazione su Facebook di foto d’infanzia dei figli, ad esempio, può portare a conseguenze spiacevoli anche e soprattutto sul piano economico, come dimostrano i casi in questione.

DENUNCIA AI GENITORI – Una ragazza di 18 anni della Carinzia, regione del sud dell’Austria, ha fatto causa ai suoi genitori per aver caricato su Facebook circa 500 foto con le come soggetto, ma senza il suo permesso. Gli scatti si riferiscono anche all’infanzia della diciottenne. “Non conoscono vergogna – ha dichiarato la diciottenne al giornale The Local Austria – non hanno limiti: non gli importa se quelle immagini mi ritraggono seduta sul water o nuda in una culla. Hanno fotografato ogni mio momento e l’hanno reso pubblico. Sono stanca di non essere presa sul serio”.

I genitori hanno iniziato a condividere le foto della ragazza nel 2009, quando lei aveva 11 anni, ignorando le continue richieste della giovane e rifiutandosi più volte di rimuovere le istantanee. Il padre, intervistato dal settimanale Die Ganze Woche, ha sottolineato di avere il diritto di pubblicare le foto in questione, dal momento che a scattarle è stato lui in persona: “In fin dei conti, lei è nostra figlia: è un album di famiglia condiviso con i nostri amici di Facebook”. Ora ne dovranno rispondere in tribunale. Il processo inizierà a novembre.

Michael Rami, l’avvocato della ragazza, ha detto che la sua cliente ha ottime chance di vincere la causa, dato che le foto violano il diritto al rispetto della vita personale. Se l’epilogo sarà questo, i genitori dovranno pagare i danni alla figlia, coprendo anche le spese legali.

Una situazione di questo tipo era già stata paventata in Francia, dove la legislazione sulla privacy prevede una multa fino a 45 mila euro (oltre alla possibile reclusione) per chi divulga immagini di una persona in luogo privato, senza autorizzazione. Il giornale Le Figaro aveva già affrontato un’inchiesta sul tema ipotizzando già alcuni mesi fa che la legge avrebbe consentito ai figli, una volta divenuti maggiorenni, di adire alle vie legali. Tanto che le autorità consigliano di non postare sui social le foto dei loro bambini e di chiunque non dia il consenso alla pubblicazione, familiari e maggiorenni compresi. In caso di denuncia si rischia un anno di carcere, oltre alla suddetta multa di 45 mila euro.

IN ITALIA – Esistono anche qui leggi che regolano la pubblicazione di immagini (foto e video) altrui, la più recente è la 196 del 2003, che tutela la privacy. Quando pubblichiamo una foto – nel momento in cui vi appaiono altre persone – proprio perchè inserirle su Facebook nella maggior parte dei casi equivale a rendere pubblici i loro volti, queste vanno avvisate della pubblicazione, provvedendo alla rimozione dell’immagine se richiesta dai soggetti. Ed è sempre consigliabile evitare di pubblicare foto di minori, anche se si tratta dei nostri figli. I rischi, in caso di pubblicazione illecita, vanno dalla rimozione dell’oggetto alla reclusione (da sei mesi a tre anni, in caso di diffamazione o di trattamento illecito di dati), passando per il pagamento di un’ammenda non inferiore a 516 euro.

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