Decreto banche è legge, via libera definitivo a rimborsi e recupero crediti

Ok definitivo ai rimborsi a favore degli obbligazionisti dei quattro istituti salvati. Snellite le procedure per il recupero dei crediti

Via libera definitivo alla Camera al decreto banche. Il testo contiene le regole per il rimborso automatico dell’80% agli investitori delle quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, Carichieti e Carife) salvate per decreto nel novembre 2015, e introduce anche nuove garanzie che consentiranno agli istituti bancari di accelerare il recupero dei crediti.

RIMBORSI AGLI OBBLIGAZIONISTI TRUFFATI – Il testo, varato dal Governo a fine aprile, regolamenta gli indennizzi ai risparmiatori truffati dai quattro istituti per i quali lo scorso novembre è scattata la procedura di risoluzione: Banca delle Marche, Banca popolare dell’Etruria e del Lazio, Cassa di risparmio di Ferrara e CariChieti.
In particolare, il decreto banche garantisce indennizzi automatici pari all’80% della somma persa con i bond subordinati delle quattro banche, ma soltanto a ex obbligazionisti con reddito complessivo inferiore a 35mila euro (riferito al reddito Irpef e non a quello lordo, sui redditi 2014 e non 2015) o un patrimonio mobiliare inferiore a 100mila euro.

Alla domanda di rimborso l’investitore deve allegare il contratto di acquisto degli strumenti finanziari subordinati; i moduli di sottoscrizione o d’ordine di acquisto; l’attestazione degli ordini eseguiti e una dichiarazione sulla consistenza del patrimonio mobiliare. In alternativa, è comunque possibile scegliere la strada dell’arbitrato.

Ma proprio questa scelta non piace all’Unione consumatori: “E’ inaccettabile costringere a giocare alla roulette russa, scegliendo preventivamente se rinunciare ai suoi diritti, accettando l’80% di quanto ha perso, oppure giocare il terno al lotto dell’arbitrato, sperando di vincere. Un dilemma del prigioniero vergognoso”, sostiene il presidente Massimiliano Dona. Opinione diversa per il Pd Giovanni Sanga, che siede nella commissione Finanze e parla di “un intervento risolutivo con un criterio di equità sociale”, che “tutela le fasce più deboli e chi è stato raggirato, distinguendo tra chi è stato vittima di truffe e chi ha consapevolmente voluto rischiare”.

PEGNO MOBILIARE NON POSSESSORIO – Inoltre, il provvedimento introduce nuove garanzie che consentiranno agli istituti di accelerare il recupero dei crediti, ma aiuteranno anche le imprese in difficoltà ad accedere al credito. Si tratta, in particolare, del pegno mobiliare non possessorio e del “Patto marciano”. La prima misura rappresenta una garanzia del credito in cui il debitore, diversamente che nel pegno possessorio, non si spossessa del bene mobile.

PATTO MARCIANO – Il patto marciano, invece, prevede la possibilità che il finanziamento concesso da una banca sia garantito dal trasferimento in favore del soggetto erogatore della proprietà di un immobile o di un altro diritto immobiliare. Tra le modifiche apportare con il voto di fiducia al Senato, c’è stato il passaggio da sei a nove dei mesi previsti per qualificare l’inadempimento del debitore.
Il termine, inoltre, viene allungato a 12 mesi nel caso in cui sia già stato restituito il finanziamento in misura pari almeno all’85% della quota capitale. Resta la possibilità di applicare la misura anche ai contratti già in essere alla data di entrata in vigore della disposizione.

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