Dal calcio agli armatori: la seconda parte della lista dei grandi debitori Mps

Club calcistici, armatori campani e immobiliaristi finanziati troppo generosamente

Dopo la prima parte della lista dei grandi debitori delle banche fallite, con nomi importanti come quelli di Verdini e De Benedetti fra i beneficiari di crediti facili che hanno poi portato alle note sofferenze per gli istituti interessati, si svela anche la seconda parte della ‘lista’. Ne parla in particolare Il Sole 24 Ore, che mette nel mirino immobiliaristi, armatori e club calcistici.

GLI ARMATORI NAPOLETANI – Tanti dei problemi dell’istituto senese sembrano essere nati proprio all’ombra del Vesuvio, allorchè agli inizi degli anni 2000 furono costituiti dei team specifici per le esigenze degli armatori campani nel settore dello shipping. I prestiti venivano concessi a piene mani, con garanzie certo non solidissime: fino a raggiungere oltre un miliardo di finanziamenti. Peccato che ora quelle stesse linee di credito valgano ai prezzi di mercato tra i 200 e i 300 milioni. Tra i casi più eclatanti ci sono i finanziamenti concessi alla Deiulemar, compagnia di navigazione di Torre del Greco (in provincia di Napoli) il cui crack ha coinvolto circa 13mila risparmiatori (di cui 10mila famiglie del luogo), che avevano investito nella società più di 720 milioni di euro. Tra i finanziatori dell’azienda, da molti definita come la “Parmalat del mare”, c’era proprio il Montepaschi.

CALCIO E COSTRUTTORI – Il club coinvolto, come ovvio, è il fallito Ac Siena calcio. Ma l’intreccio è anche col settore immobiliare, visto che il Siena calcio è stato presieduto da Massimo Mezzaroma, figlio di Pietro Mezzaroma, fondatore della dinastia di costruttori romani. Dopo il fallito tentativo di concordato, arriva il fallimento decretato nel 2015 sotto il peso di 54 milioni di debiti. Con un ruolo chiave di Mps, visto che tra le partecipazioni in imprese della banca, figura a fine 2015, con una quota del 100% proprio la fallita Ac Siena calcio con il suo buco milionario.

E non solo per questioni geografiche, giacché la società dei costruttori romani, la Impreme, è uno dei buchi neri che pesano sui crediti a rischi rientro di Mps. Tutte le azioni di Impreme sono in pegno dal 2013 a Mps che contestualmente vanta buona parte dei debiti bancari che i Mezzaroma hanno contratto nel tempo. La Impreme è arrivata ad accumulare 115 milioni di perdite dal 2013 al 2015. Si ritrova con un fiume di decreti ingiuntivi da parte dei creditori ed è zavorrata da 240 milioni di debiti solo con le banche. Il patrimonio è volatilizzato, di fatto Impreme è posseduta dal sistema bancario, Mps tra i primi, e senza poter restituire l’ingente debito.

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