Crescita, anche Confindustria boccia l’Italia. Padoan: “Miglioreremo”

"Il Paese è fermo da 15 anni, crescita nel prossimo biennio insoddisfacente"

Se anche Confindustria – che appoggia apertamente le riforme del governo e sponsorizza altrettanto apertamente il “Si” in vista del referendum costituzionale – decide di abbassare le stime di crescita parlando di “crescita insoddisfacente” prevista nel prossimo biennio, a palazzo Chigi deve suonare un campanello d’allarme particolarmente forte. Tanto che il ministro dell’Economia Padoan si è precipitato a precisare che “Nel Def avremo stime migliori”.

IL REPORT – Crescita piatta e insoddisfacente nel prossimo biennio. E’ il rapporto del Centro Studi di Confindustria a stimare il basso profilo che terrà il Paese nei prossimi due anni, limando dello 0,1% al ribasso le previsioni del giugno scorso: +0,7% nel 2016 e +0,5 nel 2017. Una “debolezza superiore all’atteso” – sottolinea il Csc – che segue “l’arresto della risalita” registrata nella primavera scorsa, dicono gli economisti di Viale dell’Astronomia. E gli ultimi indicatori congiunturali “non puntano ad un rapido riavvio, piuttosto confermano il profilo piatto” e la crescita prevista nel 2017, “sebbene già del tutto insoddisfacente, non è scontata e va conquistata.

E senza margini di flessibilità aggiuntivi , ammoniscono, per il 2017 sarà necessaria una manovra complessiva sui saldi di 16,6 miliardi. “Non riusciamo a schiodarci dalla malattia della bassa crescita di cui soffriamo dall’inizio degli anni Duemila” ha spiegato il capo economista di Confindustria, Luca Paolazzi.

Prioritario secondo gli industriali puntare su politiche destinate a rafforzare l’offerta piuttosto che la domanda. Concentrando “le poche risorse disponibili su tre priorità: il sostegno agli investimenti privati e infrastrutturali, lo scambio salario-produttività a livello decentrato e la crescita dimensionale delle imprese”. Fra gli ostacoli da eliminare il credito (la cui contrazione sta proseguendo), l’edilizia (ancora in stallo) e la minore competitività (causata dallo sganciamento del costo del lavoro dalla produttività.

PADOAN – Pier Carlo Padoan ha risposto a stretto gitro di posta. “Le stime del Governo contenute nella di nota aggiornamento al Def, che il governo approverà la prossima settimana – ha però annunciato Padoan – dovrebbero essere migliori di quelle di Confindustria sia per il 2016 che per il 2017”. Questo perché, spiega, le stime Csc si basano “su ipotesi di policy diverse da quelle che il governo intende proporre. Io prendo comunque le stime Ccs come una sollecitazione”.

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