Come presentare il concordato con riserva: i vantaggi

L’imprenditore può conservare la gestione della propria impresa, bloccando le azioni dei creditori e trovando un accordo

La Legge per Tutti

Il concordato preventivo è una procedura concorsuale attraverso la quale l’imprenditore cerca di trovare un accordo con i propri creditori per non subire la dichiarazione di fallimento o per cercare di superare la crisi in cui si è venuta a trovare l’impresa .

 La possibilità di proporre ai creditori un concordato preventivo è infatti riservata all’imprenditore che si trova in stato di crisi, cioè in una situazione di difficoltà economica e finanziaria, o in uno stato di insolvenza, perché non più in grado di soddisfare i propri debiti.

La domanda di concordato preventivo con riserva 

A partire dall’11 settembre 2012, è stata data all’imprenditore la possibilità di semplificare l’accesso  alla procedura attraverso un concordato con riserva o, in altri termini, un pre-concordatoconcordato in bianco, beneficiando sin da subito di una serie di vantaggi soprattutto nel rapporto con i creditori.
L’imprenditore è innanzitutto facilitato nella modalità di deposito della richiesta, perché può limitarsi a presentare un ricorso che contiene la domanda di concordato e depositare i bilanci relativi agli ultimi tre esercizi.
Il ricorso deve essere sin da subito accompagnato anche dall’elenco nominativo dei creditori con l’indicazione dei rispettivi crediti.
L’imprenditore può invece riservarsi di presentare, in un secondo momento, l’ulteriore documentazione normalmente necessaria per il deposito di una domanda di concordato preventivo, cioè:

– la proposta di concordato che costituisce l’oggetto dell’incontro delle volontà del debitore e dei creditori;
il piano che contiene la descrizione analitica delle modalità e dei tempi di adempimento della proposta;
la relazione aggiornata sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa;
– lo stato analitico ed estimativo delle attività dell’impresa;
– l’elenco dei titolari di diritti reali (ad esempio: la proprietà) o personali (ad esempio: la locazione o comodato) sui beni di proprietà o in possesso del debitore;
– il valore dei beni e i creditori particolari degli eventuali soci illimitatamente responsabili;

La documentazione deve inoltre essere accompagnata dalla relazione di un professionista iscritto nel registro dei revisori legali, incaricato dall’impresa ma indipendente, cioè non collegato all’imprenditore, che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano. La documentazione va depositata entro un termine fissato dal giudice compreso tra 60 e 120 giorni che può tuttavia essere prorogato di ulteriori 60 giorni, purché vi siano giustificati motivi.
Nel caso in cui sia però già in corso il procedimento per la dichiarazione di fallimento dell’impresa, il termine per il deposito della documentazione è invece di 60 giorni che può essere prorogato al massimo di ulteriori 60 giorni se sussistono, anche in detto contesto, giustificati motivi.

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Commissario giudiziale

Il “Decreto del fare” prevede inoltre che il Tribunale possa nominare un commissario giudiziale che ha il potere di accertare se l’imprenditore ha:
– occultato o dissimulato parte dell’attivo;
– omesso di denunciare uno o più crediti;
– esposto passività inesistenti;
– commesso altri atti di frode;
Se il commissario giudiziale accerta il verificarsi di uno di questi comportamenti, lo stesso ha il dovere di darne comunicazione immediata al Tribunale che ha l’obbligo di verificare la sussistenza o meno delle condotte illegittime tenute dall’imprenditore.
Il Tribunale può arrivare a dichiarare improcedibile la domanda di concordato e può altresì dichiarare il fallimento dell’impresa, se vi sono dette condizioni, su richiesta di un creditore o del pubblico ministero.

Richiesta di informazioni periodiche

Il “Decreto del fare” ha inoltre modificato le regole che riguardano ildovere di informazione che l’imprenditore è tenuto a osservare sino alla scadenza del termine per il deposito della proposta di concordato. Il Tribunale deve infatti disporre gli obblighi informativi periodici che l’imprenditore deve effettuare ogni mese, sotto la possibile vigilanza del commissario giudiziale. Gli obblighi informativi riguardano l’attività di impresa e, in particolare, l’attività compiuta per la predisposizione della proposta e del piano e della gestione finanziaria (relazioni sulle operazioni industriali compiute, report sulle operazioni attive e passive; rendiconti che illustrino l’andamento finanziario dell’impresa ecc.). L’imprenditore deve pertanto depositare la documentazione attestante la situazione finanziaria dell’impresa che viene pubblicata immediatamente il giorno successivo nel registro delle imprese a cura della cancelleria del Tribunale.
Se l’attività compiuta dall’imprenditore appare inidonea a garantire la predisposizione della proposta e del piano, il Tribunale può inoltre abbreviare i termine per il deposito della domanda di concordato. L’inosservanza degli obblighi informativi da parte dell’imprenditore può determinare la dichiarazione di inammissibilità della proposta di concordato e portare l’impresa verso il fallimento.

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Continuazione dell’attività d’impresa

La domanda di concordato con riserva viene comunicata al pubblico ministero ed è pubblicata, a cura del cancelliere del Tribunale, nelregistro delle imprese entro il giorno successivo al deposito presso la cancelleria. Nel periodo compreso tra il deposito del ricorso e sino al decreto con cui il Tribunale dichiara aperta la procedura di concordato preventivo, cioè il decreto con cui viene disposta l’ammissione alla procedura, l’imprenditore rimane, di fatto, in possesso della propria impresa, perché può continuare a esercitare l’attività aziendale e non viene dunque spossessato dei relativi beni.
L’imprenditore può infatti compiere:
– atti di ordinaria amministrazione, perché conserva la gestione ordinaria dell’impresa;
atti di straordinaria amministrazione, purché siano urgenti e siano stati autorizzati dal Tribunale che può anche chiedere sommarie informazioni e domandare altresì il parere del commissario giudiziale, quando sia stato nominato;
La natura di atto straordinario è collegata alla sua idoneità ad incidere negativamente sul patrimonio dell’impresa, perché può pregiudicarne la consistenza o compromettere la capacità a soddisfare i creditori.

Scadenza del termine per il deposito della domanda

Scaduto il termine concesso dal Tribunale per il deposito della documentazione necessaria per avviare la procedura, è possibile che si verifichino le seguenti condizioni:
– l’imprenditore può presentare la proposta, il piano e la documentazione necessaria per accedere al concordato preventivo;
l’imprenditore può, in alternativa, decidere di presentare la domanda di omologazione, cioè di convalida, di un accordo di ristrutturazione dei debiti raggiunto con i creditori che rappresentano almeno il 60% dei crediti (la domanda di omologazione deve essere accompagnata dalla relazione di un professionista iscritto nella lista dei revisori che attesti la veridicità dei dati aziendali e l’attuabilità dell’accordo; il professionista deve infatti attestare che l’accordo sia idoneo a assicurare l’integrale pagamento dei creditori che non hanno aderito al patto).
Nel caso in cui l’imprenditore non provveda al deposito della documentazione necessaria per accedere alla procedura di concordato preventivo o di ristrutturazione dei debiti la proposta di concordato con riserva viene dichiarata inammissibile dal Tribunale che, su istanza del creditore o del Pubblico Ministero e, previa verifica della sussistenza dei presupposti di legge, può dichiarare il fallimento dell’impresa.
L’imprenditore non può tuttavia presentare la domanda di concordato con riserva perché verrebbe dichiarato inammissibile, quando abbia depositato un’altra richiesta di pre-concordato nei due anni precedenti se non ha avuto seguito l’ammissione alla procedura di concordato preventivo o l’omologazione dell’accordo di ristrutturazione dei debiti.

Concordato con riserva: i vantaggi

Uno dei principali e più importanti vantaggi che nascono dalla presentazione di una domanda di concordato preventivo con riserva riguardano i rapporti con i creditori. Dalla data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese e sino al decreto di omologazione del concordato preventivo divenuto definitivo i creditori, infatti, non possono iniziare o proseguire azioni esecutive (pignoramento) o cautelari (sequestro conservativo) sul patrimonio dell’impresa a pena di nullità. A ciò si aggiunge anche il fatto che le ipoteche giudiziali iscritte nei 90 giorni precedenti la data di pubblicazione del ricorso nel registro delle imprese sono inefficaci nei confronti dei creditori che hanno un titolo (ad esempio una sentenza o un decreto ingiuntivo) con data anteriore al concordato.
I creditori non possono neppure acquisire diritti di prelazione con possibilità di essere soddisfatti con precedenza sui beni dell’impresa rispetto ai creditori concorrenti, a meno che non vi sia un’autorizzazione del giudice.
Per poter garantire la migliore operatività aziendale, l’imprenditore ha inoltre la possibilità di chiedere al Tribunale di essere autorizzato a:

contrarre finanziamenti predecucibili che andranno cioè soddisfatti con precedenza rispetto ad altri crediti, individuati anche solo per tipo e entità, quindi non ancora negoziati, quando un professionista designato dall’imprenditore attesta che tali finanziamenti sono funzionali alla migliore soddisfazione dei creditori;
concedere pegno o ipoteca a garanzia dei finanziamenti;

I finanziamenti effettuati dai soci nel corso della procedura di concordato preventivo sono anch’essi prededucibili ai fino a concorrenza dell’80%. I contratti pendenti, cioè in corso di esecuzione alla data del deposito del ricorso, stipulati con privati o con la pubblica amministrazione non si risolvono a causa dell’apertura della procedura perché continuano a esistere.

L’imprenditore può comunque chiedere al Tribunale di essere autorizzato a svincolarsi dai contratti in corso di esecuzione a far data dalla presentazione del ricorso: il contraente ha tuttavia il diritto a unindennizzo pari al risarcimento del danno che deriva dal mancato adempimento da parte dell’imprenditore. L’imprenditore può dunque svincolarsi dai contratti che può ritenere dannosi per l’impresa, ma tale possibilità non è prevista per i rapporti di lavoro subordinato con i propri dipendenti.
Il deposito della domanda di concordato con riserva ha inoltre degli effetti vantaggiosi anche nell’ambito dei rapporti societari collegati al capitale sociale dell’impresa costituita in forma societaria (società per azioni o società a responsabilità limitata).
Nel periodo compreso tra il deposito del ricorso sino all’omologazione cioè alla convalida della domanda di concordato preventivo o, in alternativa, di accordo di ristrutturazione dei debiti non trovano infatti applicazione alcune regole previste in tema di riduzione del capitale per perdite e di riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo legale.
Ed è stato altresì escluso l’obbligo di scioglimento della società a causa della riduzione del capitale sociale al di sotto del minimo previsto dalla legge.

 

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