Caso banche, Padoan: “Gli investitori hanno fatto scelte sbagliate”

Si fa intanto strada l'ipotesi di un risarcimento del 30%

Governo e maggioranza continuano a studiare i possibili interventi per sollevare almeno in parte i piccoli risparmiatori che, soprattutto se in modo inconsapevole, hanno investito in obbligazioni subordinate “azzerate” di Banca Marche, Banca Etruria, CariChieti e Cassa Ferrara. Premesso che l’intervento sarà formalmente sganciato dal salvataggio dei quattro istituti, ognuna delle ipotesi che si è affacciata nei giorni scorsi resta ancora in campo. Si considera la possibilità di far intervenire un Fondo dotato di circa 100 milioni di euro e partecipato dalle sole banche, o anche allargato ad una partecipazione pubblica (che qualcuno considera d’ostacolo rispetto alla normativa Ue). Una somma simile permetterebbe di rimborsare circa il 30% dell’esposizione dei piccoli obbligazionisti.

CREDITO D’IMPOSTA – Rimane ancora in piedi l’ipotesi avanzata nei giorni scorsi di introdurre per gli obbligazionisti delle quattro banche che hanno perso il loro capitale di fruire di un credito di imposta da far valere in compensazione nei periodi di imposta successivi. Il rischio però è di offrire una soluzione solo agli obbligazionisti subordinati delle quattro banche salvate e potrebbe perciò discriminare gli interventi passati.

PADOAN E LA ‘MISURA UMANITARIA’ – In ogni caso, qualsiasi sia la soluzione che si adotterà, sarà formalmente sganciata dal salvataggio dei quattro istituti di credito, come ha sottolineato il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan. il ministro ha affermato nelle ultime ore che il sostegno da parte del governo non sarà un risarcimento o rimborso, ma una misura umanitaria: “Deve essere chiaro che il governo sta studiando misure a sostegno delle fasce più deboli dei risparmiatori interessati all’operazione di risoluzione, non si tratta di un risarcimento: si è trattato di un aspetto umanitario che non ha niente a che vedere con misure che potrebbero essere interpretate in contraddizione con la risoluzione in corso e di conseguenza in contrasto con le regole Ue sugli aiuti di Stato”.
Continuando, il ministro ha detto che è necessario “riconoscere che c’è un gruppo di cittadini in difficoltà economiche e che una misura del genere è equivalente a misure di sostegno della povertà che non interferiscono con il meccanismo finanziario della risoluzione”. Più volte Padoan ha ribadito che “non si tratta di un rimborso dei costi sostenuti da risparmiatori che si sono trovati in una situazione nella quale hanno fatto scelte sbagliate”.

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