Case cantoniere ANAS: bando, requisiti e località interessate

Le case cantoniere Anas diventeranno strutture di accoglienza per i turisti. Presentato il bando per una concessione decennale con base d'asta di diciottomila euro

Sono le case cantoniere dell’Anas: sono quegli edifici che si trovano lungo le strade statali del Paese e che sa tempo sono ormai chiusi e in stato di semi abbandono. In totale in Italia ce ne sono 1244 e sono presenti un po’ ovunque. Le case cantoniere dell’Anas sono state istituite con un Regio Decreto nel 1830 ed era il luogo dove abitava il cantoniere, ovvero colui che si sarebbe occupato della manutenzione di quel tratto (più o meno 4 chilometri) di strada. Ora Anas è intenzionata a far fruttare questo suo importante patrimonio grazie ad un bando rivolto ai privati.

A luglio è infatti stato presentato il progetto che prevede la concessione per dieci anni di trenta case cantoniere Anas: si tratta naturalmente degli edifici che si trovano nelle zone più belle e ricercate d’Italia. In particolare parliamo di Cortina d’Ampezzo, la perla delle Dolomiti e di Thuile, uno dei gioielli più preziosi nel cuore delle Alpi. L’obiettivo è quello di realizzare delle strutture che possano incentivare il turismo in un periodo in cui è necessario continuare a schiacciare sull’acceleratore. Il patrimonio paesaggistico-culturale che possiede l’Italia deve essere facilmente fruibile attraverso diversi canali.

Uno di questi canali è proprio lo sfruttamento di strutture come le case cantoniere dell’Anas. Molti di questi edifici sorgono proprio in località meravigliose e, proprio per questo motivo, Anas ha deciso di lanciare questo progetto. In sostanza verrebbero trasformate in bed and breakfast. Per aggiudicarsi la struttura la base d’asta varia tra i diciotto e i ventidue mila euro annui per dieci anni. Sul sito Anas è scaricabile il bando in formato pdf e la lista completa delle località dove si trovano le prime strutture che rientrano nel progetto.

Per ottenere la gestione delle case cantoniere Anas è necessario fornire servizi come pernottamento, ristorazione e servizio bar, wi-fi gratuito, la possibilità di ricaricare le auto elettriche e uno sportello d’informazione turistica. In una recente intervista il presidente Anas Gianni Vittorio Armani ha previsto che tra il 2016 e il 2019 l’azienda sia in grado di investire sette milioni e mezzo di euro per potenziare il suo patrimonio e, allo stesso tempo, creare un importante indotto che permetta il rilancio del mercato del lavoro: elementi fondamentali per lo sviluppo e la crescita economica del territorio. Dalla prossima estate, quindi, appuntamento in una casa cantoniera per un caffè.

Case cantoniere ANAS: bando, requisiti e località interessate
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