Casa, il “bello” del mattone: nel 2016 torna (finalmente) a volare

Aumentano le compravendite, bene la Capitale

(Teleborsa) Dal ballo del mattone al bello del mattone, il passo è breve. Dopo anni di incertezza, insomma, sembra proprio che il mercato immobiliare italiano abbia ritrovato la giusta via per riprendere slancio. Futuro roseo, o comunque, per quanti preferiscono non sbilanciarsi, con meno nuvoloni all’orizzonte.
Lo confermano i dati  diffusi dell’Agenzia delle Entrate sui volumi di compravendite. L’anno 2016 si chiude con una crescita delle transazioni residenziali del 18,9%.

“I segnali erano evidenti da tempo e il risveglio del mercato immobiliare sembra essere ormai una certezza – afferma Giuseppe Garofalo, Area Manager Gruppo Tecnocasa.

Tra le grandi città, percentuali superiori al dato  nazionale si segnalano a Bologna, Genova, Milano, Torino e Verona. La casa,  insomma, resta in cima alla lista dei desideri degli italiani che la incoronano come destinazione ideale dei propri risparmi anche in periodi di crisi. Numerosi i fattori che hanno contribuito a questo risultato, fra tutti in particolare un’erogazione del credito più facile ma al contempo prudente, i bassi tassi di interesse ed i prezzi immobiliari ora più accessibili.

 
BENE LA CAPITALE – “Segnali positivi anche dalla Capitale – sostiene Claudio Parenti, Consulente Tecnocasa – aumenta il numero di compravendite in città e in provincia: a Roma sono state acquistate 30.253 unità immobiliari nel corso del 2016, pari al 10,6% in più rispetto al 2015, mentre la provincia chiude l’anno con 14.111 transazioni (+20,3%).

VIETATO FARE PASSI INDIETRO – “Il mercato immobiliare dà segnali di ripresa sempre più concreti, – afferma Mauro Bussoni, Segretario Generale Confesercenti – ed è assolutamente necessario evitare di bloccarlo di nuovo con la reintroduzione dell’IMU sulla prima casa. Bisogna anzi pensare ad ulteriori riduzioni, soprattutto sugli immobili di impresa”.

Settore commerciale, urge alleggerimento fiscale -Nel settore commerciale, nonostante la ripresa, nel 2016 si sono registrate poco più di 30mila compravendite, quasi 15 mila in meno rispetto al periodo precrisi. Secondo i calcoli di Anama Confesercenti, nel 2016 ci sono stati ancora 650mila locali sfitti per assenza di un’impresa che vi operi all’interno, in crescita del 3,6% sull’anno precedente. Per agevolare il ripopolamento di botteghe, proponiamo l’inserimento di un meccanismo “combinato” per riportare i negozi della città: una norma che permetta di introdurre canoni concordati e cedolare secca anche per gli affitti di locali commerciali. Così potrebbero rinascere, nell’arco di due anni, circa 190mila negozi. Per il fisco centrale e locale, tra gettito Irpef, Tari e Irap pagate dalle imprese, sarebbe un introito aggiuntivo di 1,5 miliardi di euro”-

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