Buonuscita da 25 milioni di euro, Flavio Cattaneo: “Nulla di scandaloso”

Polemica per la ricca indennità di fine rapporto per l'ad uscente di Telecom Italia

Si chiude l’era Cattaneo in Telecom con una buonuscita “monstre” che scatena le polemiche. Per l’ex ad si parla di 25 milioni di euro per 15 mesi di “servizio”: 22,9 milioni di euro a titolo di transazione riferiti ai compensi dovuti a Cattaneo sulla base del suo contratto con la Società, considerati in particolare il cosiddetto Special Award e l’MBO in relazione all’attività già resa come Amministratore e al valore che risulta creato sulla base dei dati oggi disponibili. L’accordo, inoltre, prevede l’erogazione dell’importo lordo di 2,1 milioni di euro a titolo di corrispettivo di un patto di non concorrenza, di non sollecitazione e non storno della durata di un anno nei confronti dei principali concorrenti di TIM in Italia e in Brasile, soggetto a claw-back in caso di violazione di tali obblighi (nonché il trasferimento di alcuni strumenti aziendali).

“La cifra che mi verrà attribuita non ha nulla di scandaloso, né di disdicevole. Ho la coscienza assolutamente a posto” avrebbe dichiarato Cattaneo, secondo quanto riporta Repubblica.

I 25 milioni di euro garantiti da Telecom Italia a Cattaneo per l’interruzione anticipata del loro contratto non rappresentano quindi uno scandalo per il ceo: “Io sono un professionista e non un normale manager. Chi mi chiama in azienda lo sa e ci si accorda di conseguenza. Non a caso solo il 10% della mia retribuzione in Telecom – 1,2 milioni – è fissa, mentre il 90% è variabile e dipende dai risultati raggiunti”. E i risultati vengono rivendicati dal manager, il risanamento del gruppo che verrà certificato dai dati trimestrali la cui approvazione, giovedì, sarà il suo ultimo atto da amministratore delegato. Nella buonuscita nulla di scandaloso quindi, secondo il manager, “in un’ottica di mercato e di un’azienda privata le regole sono queste, mica la Telecom ha finanziamenti pubblici”.

Cattaneo evidenzia inoltre come il suo contratto sia stato approvato col 66% all’assemblea dei soci di Telecom Italia, e che il rilievo sull’andamento deludente del titolo azionario, che ha perso circa il 15% durante la sua direzione aziendale, siano infondate visto che la sua retribuzione dipende dall’andamento industriale del gruppo. Cattaneo rimarca come i miglioramenti raggiunti durante l’ultimo anno troveranno nei prossimi messi anche una maggiore fiducia da parte degli investitori, portando al rialzo il titolo di Tim.

Le polemiche però continuano e si devono soprattutto agli attriti con i sindacati. Da ricordare infatti che in 15 mesi di tagli dei costi (l’80% dei complessivi 1,9 mld), Cattaneo ha imposto la disdetta del contratto integrativo, l’abolizione delle indennità minime di trasferta, la riduzione delle ferie, grandi demansionamenti e così via. Giovedì prossimo i risultati del primo semestre 2017 confermeranno probabilmente un margine operativo lordo da oltre 4 miliardi di euro, contro i 3,6 miliardi dello stesso periodo 2016.

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