Brexit: Pil britannico ancora in crescita, + 0,6% nel quarto trimestre 2016

L'anno del referendum si è chiuso in bellezza per l’economia britannica

Se i primi riscontri potevano essere troppo vicini al referendum dello scorso giugno, ora i dati del Pil britannico post-Brexit cominciano ad essere decisamente più consolidati. Certo, la ‘hard-Brexit’, ovvero l’uscita rapida con conseguente totale rinuncia ad agire nel mercato comunitario, è appena stata annunciata ed è ancora di là da venire (andrà votata dal parlamento secondo sentenza della Corte Suprema); certo è però che di tutte le annunciate perturbazioni economiche e monetarie, al momento non v’è traccia. I dati parlano anzi di un Pil in crescita dello 0.6% nell’ultimo trimestre del 2016.

Il dato ufficiale, appena reso noto dall’Ufficio nazionale di Statistica (Ons), è superiore alle previsioni degli analisti e in linea con il +0,6% registrato nel secondo e terzo trimestre dello scorso anno. Nel 2016 quindi l’economia britannica è cresciuta del 2%, in calo rispetto al +2,2% del 2015 ma comunque a un ritmo superiore a quello dei Paesi dell’Eurozona.

Il Governo ha dichiarato che il dato sul Pil è una conferma che la Gran Bretagna può continuare a prosperare anche fuori dall’Unione europea. “Ogni singolo settore dell’economia è cresciuto lo scorso anno, che dimostra ancora una volta la forza e resistenza dell’economia britannica, – ha detto stamani il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond – dovremo affrontare una fase incerta mentre ci adeguiamo a un nuovo rapporto con l’Europa, ma siamo pronti a cogliere ogni opportunità per creare un’economia competitiva che funziona per tutti”.

Alcuni esperti però frenano; secondo loro il peggio deve ancora venire. L’aumento dell’inflazione in seguito all’indebolimento della sterlina dopo Brexit inevitabilmente raffredderà la fiducia dei consumatori e rallenterà le spese che ora trainano la crescita. “Questi dati confermano che l’economia è rimasta solida dopo il referendum – ha commentato Rain Newton-Smith, chief economist della Cbi, la Confindustria britannica – il 2017 però sarà caratterizzato da venti contrari alla crescita, con un’inflazione in aumento che eroderà il potere d’acquisto dei consumatori e un calo degli investimenti”.

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